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Von der Leyen: Con AstraZeneca il peggio è alle spalle

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Con AstraZeneca è nato un “conflitto” a causa del taglio delle consegne all’Unione, ma la “buona notizia” è che la casa farmaceutica ora ha informato che le consegne del vaccino anti Covid-19 verranno anticipate al 7 febbraio, con 3,2 milioni di dosi. In totale oltre 17 milioni di vaccini sono previsti per febbraio. Altri 23 milioni arriveranno a marzo: “Per i prossimi due mesi saranno 40 milioni”. Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in una intervista pubblicata oggi su un gruppo ristretto di quotidiani internazionali, tra cui, in Italia, Repubblica. Il presidente ha commentato il taglio delle consegne di vaccini da parte di AstraZeneca, ha spiegato quando verranno verificati i dati relativi alla loro distribuzione, e ha confermato l’obiettivo di immunizzare dal virus il 70% della popolazione europea entro l’estate.

 

Un obiettivo che in Italia richiederà uno sforzo molto grande, secondo quanto dichiarato oggi da Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, intervenuta questa mattina su Rai Radio 1. “Credo che uno sforzo grandissimo ci potrebbe portare alla fine dell’estate, quindi a ottobre-novembre, a raggiungere in Italia il 70% delle persone vaccinate” contro Covid-19, “perché i vaccini cominciano ad arrivare” in quantità consistenti “e ne arriveranno di più”. Si è detta ottimista sulla possibilità di centrare il target fissato dall’Ue, quindi. Per farcela, però, “si tratterà di mettere la macchina sotto una grande pressione – ha precisato – più di quando non avessimo inizialmente immaginato. È evidente che si dovrà pensare di vaccinare 18-20 ore al giorno”. Secondo Zampa, che apre alla proposta di coinvolgere la Protezione Civile, avanzata dal segretario del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Fabio Ciciliano, “occorrerà immaginare di fare un piano organizzativo coinvolgendo tutto: 1.500 centri di vaccinazione che si aggiungeranno ai dipartimenti di prevenzione, ma soprattutto ai medici di base con i quali si è ormai concluso un contratto”. “Noi abbiamo circa 60mila tra medici e pediatri convenzionati”, ha ricordato il sottosegretario: “Se ognuno di loro potrà fare anche solo 5 vaccini al giorno, moltiplicando questo dato verrebbero fuori diversi milioni al mese soltanto da questa strada”.

 

Nell’intervista pubblicata su Repubblica von der Leyen ha parlato della vicenda del taglio delle consegne di vaccini all’Unione. “Con AstraZeneca il peggio è alle spalle, è un segnale positivo che abbia mostrato la volontà di accelerare le consegne”. Il presidente ha detto che “al momento non c’è una spiegazione plausibile ai ritardi, chiediamo trasparenza su cosa hai prodotto, cosa hai esportato e cos’hai in magazzino. Poi toccherà all’azienda darci spiegazioni e dirci come intende rispettare il contratto – ha spiegato von der Leyen – Anche Pfizer-BionTech ha avuto problemi, ma erano comprensibili e li ha risolti”. Proprio su Pfizer ieri von der Leyen ha anticipato che la casa farmaceutica “consegnerà 75 mln di dosi aggiuntive” di vaccino “nel secondo trimestre dell’anno, e fino a 600 mln di dosi in totale nel 2021”.

 

Secondo von der Leyen, con AstraZeneca, che ha tagliato del 70% le consegne all’Unione, non finisce qui: ci si aspetta “che recuperi le dosi tagliate nel primo trimestre“. La strategia per recuperare le dosi dell’azienda anglo-svedese si basa sul nuovo meccanismo dell’export lanciato venerdì, grazie il quale Bruxelles avrà i dati sui vaccini prodotti in Europa e venduti fuori dal continente da dicembre ad oggi. “Quando avremo i dati completi che si sostituiranno ai rumors torneremo al tavolo con AstraZeneca e li richiameremo ai loro obblighi“.

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