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Bristol

Allergie respiratorie per 9 mln italiani

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allergie respiratorie

Le allergie respiratorie colpiscono 9 milioni di italiani, e ogni anno circa 3 milioni di persone si ammalano di asma. Patologie che quest’anno si sovrappongono all’emergenza Covid-19 e che bisogna continuare a curare soprattutto in tempo di pandemia che non si ferma. Proprio pensando a questi pazienti la campagna “Un Respiro di Salute” prosegue e presenta il programma 2021 che vede il web e i social i canali di maggiore contatto e condivisione con le famiglie e le mamme.

Tanti i servizi e le iniziative per rispondere a tutti i dubbi in merito alle malattie respiratorie. Un dialogo continuo per fornire le informazioni utili a una corretta prevenzione e soprattutto raccomandare di non smettere le terapie in tempi di Covid-19. Tutti i nuovi contenuti saranno disponibili sul sito ufficiale della campagna www.unrespirodisalute.it e sulla pagina facebook@unrespirodisalute.

La quarta edizione della campagna educazionale realizzata da Federasma e Allergie Odv, con il patrocinio di Iar (Accademia Italiana di Rinologia), Siaip (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) e Simri (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili) – resa possibile grazie al contributo non condizionato di Chiesi Italia – si arricchisce di nuove iniziative e della partnership con Osservatorio Influenza e il suo direttore scientifico Fabrizio Pregliasco, per dare informazioni puntuali dalla voce di un virologo sulla pandemia, la vaccinazione e i comportamenti corretti per affrontarla anche quando si soffre di allergie e patologie respiratorie.

“Nove milioni gli italiani soffrono di patologie respiratorie allergiche. La pandemia non si arresta e siamo ora in una situazione di lockdown per molte regioni o di zone arancioni e arancione scuro, che obbliga la popolazione a stare maggiormente a casa: adulti e bambini che continuano a soffrire di allergie che devono essere curate. La terapia prescritta dal medico per chi soffre di rinite allergica e asma non deve essere assolutamente interrotta, perché riduce il rischio di riacutizzazione della patologia, l’aggravarsi della sintomatologia e nel caso di asma abbatte il rischio di crisi importanti che possono rendere necessario l’accesso al pronto soccorso a seguito di un peggioramento anche grave e pericoloso”, sottolinea Gian Luigi Marseglia, presidente della Conferenza Permanente delle Scuole di Pediatria e presidente Siaip.

“Il must in tempi di Covid-19 è non sospendere la terapia pianificata dal medico per rinite e asma allergica come la cura aerosolica che può essere realizzata a domicilio con il proprio apparecchio seguendo le normali abitudini comportamentali e terapeutiche”.

“Soprattutto in tempi di Covid-19 è importante ricordare che l’asma bronchiale allergica è una patologia che, se non adeguatamente curata, può essere potenzialmente pericolosa per la vita. Non solo, bisogna ricordare che l’asma colpisce ogni anno circa 3 milioni di persone ed è la patologia cronica più frequente in età pediatrica: rappresenta circa il 10% di prevalenza della popolazione infantile, tra questi circa il 5% non è ben controllato e circa il 2% soffre di asma grave. Durante la pandemia da Covid- 19 non si deve mai interrompere la terapia soprattutto in questo periodo in cui l’arrivo della primavera rende più frequenti le riacutizzazioni della patologia”, sottolinea il Giorgio Piacentini, ordinario di Pediatria, Università di Verona. “Sospendere la cura può portare a un peggioramento potenzialmente pericoloso dell’asma e al rischio di ricorso al pronto soccorso, mentre il buon controllo dell’asma e il buon livello di funzionalità respiratoria garantito da una terapia regolare, potrebbe dare, in caso di infezione virale, un maggior margine di resistenza verso il virus”.

“La primavera è arrivata ed è importante ricordare che le cause che favoriscono la rinite allergica, che colpisce il 20% della popolazione, sono fuori, ma anche dentro casa. Sì, quindi ad indossare la mascherina, in modo corretto coprendo bene bocca e naso, quando si è all’aperto che protegge non solo dal Covid-19 ma anche dal contatto con potenziali allergeni”, precisa Alberto Macchi, Asst Sette Laghi Varese Clinica di Otorinolaringoiatria, Università degli Studi dell’Insubria e presidente Iar. “Attenzione, però, anche all’ambiente domestico: l’inquinamento indoor (muffe, acaro della polvere) è un agente irritante per chi soffre di rinite allergica. È fondamentale che il paziente allergico, che sa riconoscere i sintomi della sua patologia, vi ponga rimedio con il corretto trattamento prescritto dal medico per non allarmarsi e tenere sotto controllo la sintomatologia che può essere molto invalidante”.

“Non bisogna smettere di ricordare che l’aerosolterapia prescritta dal medico può essere effettuata anche in tempi di pandemia, rispettando le norme di igiene per il corretto utilizzo (igiene delle mani, corretta pulizia degli strumenti, l’uso personale del dispositivo), consentendo al principio attivo di depositarsi nelle vie respiratorie esercitando il suo effetto curativo. Solo nell’eventualità in cui la terapia prescritta non sia efficace sui sintomi, può insorgere un dubbio sulla presenza di un’infezione virale e non di tipo allergico: in questo caso – raccomanda – è necessario che il paziente consulti il proprio medico di base”.

“L’impegno della campagna educazionale sull’aerosolterapia “Un Respiro di Salute” nata nel 2018 per rispondere alle richieste di chiarezza su come affrontare e gestire le patologie delle vie respiratorie, anche attraverso dispositivi come l’aerosolterapia, è proseguito nel 2019 e 2020 con la creazione del sito dedicato www.unrespirodisalute.it e la pagina facebook@unrespirodisalute. La presenza sul web persegue l’obiettivo di continuare a offrire e promuovere il dialogo, fare chiarezza e proteggere mamme, genitori, cittadini che navigano in rete da falsi miti e informazioni imprecise nel difficile contesto che stiamo vivendo con la pandemia”, sottolinea Laura Mastrorillo, presidente di FederAsma e Allergie Odv.

Quest’anno “attenzione particolare sarà data all’inquinamento indoor. Durante la pandemia rimaniamo forzatamente più tempo in luoghi chiusi, fondamentale quindi assicurarsi di vivere in un ambiente sano e privo di fattori di rischio per chi soffre di patologie respiratorie. Rimangono centrali i messaggi legati alla continuità terapeutica e al ruolo che l’aerosolterapia ricopre nella gestione di queste malattie”.

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