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Mercati (Apoteca Natura): L’evoluzione della farmacia italiana

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Apoteca Natura

Covid-19 ha modificato sotto molti aspetti la sanità italiana. Ma ci sono stati cambiamenti anche nel mondo della farmacia. Ne abbiamo parlato con Massimo Mercati, Ad di Apoteca Natura – ormai diventata un’azienda totalmente autonoma rispetto ad Aboca Spa – convinto che “la rete delle farmacie potrà avere un ruolo importante nel futuro della sanità italiana“. Ben oltre la ‘classica’ distribuzione dei farmaci.

“A prescindere dalle difficoltà dell’anno passato, è emersa la rilevanza della sanità a livello territoriale e il possibile ruolo della rete delle farmacie integrate nel sistema sanitario, non più solo per la distribuzione del farmaco. Il fatto di aver individuato le farmacie come luoghi destinati al vaccino anti-Covid diventa un punto di non ritorno per l’evoluzione della farmacia come centro di supporto socio-sanitario capillarmente diffuso sul territorio”.

Alla luce dell’annunciato rafforzamento della sanità territoriale (la’ casa come luogo di cura’ citata dal ministro Roberto Speranza) che ruolo potrà avere la rete delle farmacie italiane? “L’auspicio è che si possa andare verso la famosa farmacia dei servizi, che però concretamente non è mai stata attuata. Ora la necessità di somministrare vaccini in emergenza ha richiesto un ruolo che andava persino oltre la farmacia dei servizi”.

“Dovremo lavorare per un percorso che consenta alla farmacia di acquisire competenze e strutture per assicurare servizi sanitari. Il modello già esiste, ed è quello inglese. Basta la volontà politica di metterlo in atto in modo sistematico. Occorre infatti strutturare questi percorsi, a partire dalla formazione“.

Sarà molto difficile parlare di un canale farmacia standardizzato, come in passato. “Ci saranno varie tipologie di farmacie – prevede Mercati – e una polarizzazione in diversi formati. Dovremo capire come la libera concorrenza si potrà intrecciare con il servizio sanitario”.

Recentemente avete annunciato un’importante joint-venture per il settore. “Dopo la legge sulla liberalizzazione si è creato un mercato di acquisizione di farmacie e noi volevamo offrire agli affiliati di Apoteca Natura la possibilità, in caso il proprietario volesse alienare l’esercizio, di far sì che la farmacia rimanesse nel circuito Apoteca. Dall’altro lato, se un farmacista voleva espandersi e aveva capacità gestionale, volevamo offrire un supporto con i capitali. Così abbiamo trovato un partner in NeoApotek Srl”, società nata nel 2019 dall’idea imprenditoriale di una famiglia milanese – la famiglia Riva – che opera da più generazioni nel mondo della farmacia (oggi conta oltre 50 farmacie di proprietà e punta a moltiplicarle entro il 2023).

Di rilievo anche i numeri di Apoteca Natura che, al netto delle farmacie comunali di Firenze, ha un fatturato diretto di 7,4 mln di euro, di cui 1,5 in Spagna e il resto in Italia. E conta in totale 1000 farmacie di cui 640 in Italia. Apoteca (sempre al netto delle farmacie comunali di Firenze) ha 50 dipendenti, per il 68% donne.

NeoApotek Srl ha letto il nostro progetto industriale e l’ha giudicato interessante. Così è nata Apoteca Natura Holding Italia Spa, per iniziare questo percorso di acquisizioni mirate esclusivamente allo sviluppo del format Apoteca Natura”.

Una combinazione “di finanza e ingegno industriale, con un forte focus sulla salute, che ha suscitato un certo entusiasmo. La nostra visione non è acquisire per rivendere, ma acquisire per gestire nel tempo“.

Ma qual è la filosofia di Apoteca Natura Spa, che opera da oltre 20 anni sul mercato con una rete di 1.000 farmacie affiliate in Europa e il controllo della società che gestisce le 21 farmacie comunali di Firenze? “Nasciamo con l’imprinting di cercare di soddisfare le esigenze di salute della persona nel rispetto del suo organismo ma anche all’ambiente. Un punto chiave per noi, oltre alla sostenibilità, è il focus sulla soddisfazione dei bisogni di salute”.

Farmacie non più semplici distributori di prodotti, ma di salute. “Ecco perché investiamo tanto in formazione: occorre sapersi porre davanti alla persona per rispondere ai suoi bisogni con servizi il più possibile personalizzati“.

E in quest’ottica l’intelligenza artificiale e i big data hanno e avranno un ruolo importante. “Noi ci stiamo lavorando con serietà e abbiamo investito molto. Abbiamo creato una applicazione con la quale la persona può seguire il suo percorso di salute, ordinare i prodotti, gestire il suo rapporto con la farmacia. E tutto questo viene ribaltato in un Dashboard che la farmacia può utilizzare per una gestione one-to-one della persona, che punti a riconoscere il singolo e ad anticipare i suoi bisogni, per essere di aiuto in modo concreto”, spiega.

“Non solo: il digitale sarà fondamentale anche per trasformare la farmacia in un fenomenale luogo di produzione di conoscenza. Grazie a questi strumenti, ad esempio, la farmacia può monitorare gli utenti nell’ambito dell’auto-medicazione. Un aspetto preziosismo e ancora poco conosciuto”, conclude Mercati.

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