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A qualche giorno dall’attesa conferenza stampa che avrebbe dovuto chiarire il ‘caso AstraZeneca‘, possiamo dire con certezza che è ancora caos su questo vaccino anti-Covid.

Di certo non contribuisce a fare chiarezza la posizione delle Regioni, che ancora una volta sembrano andare (sorpresa?) in ordine sparso e appaiono divise, in particolare, sulla questione del ‘mix vaccinale’.

Mentre per i giovani immunizzati con Vaxzevria, che avevano dato fiducia a un vaccino ‘bollato’ dalla vulgata come di ‘serie B’ aderendo in massa agli Open day, le novità di questi giorni hanno il sapore della beffa.

Ma cosa sta succedendo? La tanto attesa indicazione degli esperti – niente AstraZeneca agli under 60 e seconda dose con vaccinazione eterologa (ovvero sostituendo il vaccino a vettore virale con uno a mRna) – presa all’insegna della massima cautela e tenendo conto del mutato contesto epidemiologico non convince tutte le Regioni. Anche perché, è il ragionamento, se è pur vero che alcuni recenti studi attestano l’efficacia di questo approccio, non sappiamo nulla di eventuali effetti a medio termine. Il tutto, oltretutto, in mancanza di segnalazioni relative ai temuti casi di trombosi con la seconda dose di AstraZeneca.

Non contribuisce a fare chiarezza l’indicazione “non perentoria” per il vaccino monodose Janssen (sempre a vettore virale). Così lo scetticismo iniziale di Regione Lombardia è divenuto aperto dissenso in Campania, dove il presidente Vincenzo De Luca, stigmatizzando il tutto come un “disastro comunicativo”, ha detto un chiaro no al mix vaccinale. Sospendendo contemporaneamente l’uso di tutti i vaccini a vettore virale per tutte le fasce d’età. In pratica, in Campania solo chi ha avuto una prima dose di AstraZeneca potrà fare la seconda. A differenze del resto d’Italia.

La confusione rischia di sommarsi a confusione, con le Regioni in ordine sparso. Ed è comprensibile che i vaccinati con AstraZeneca, che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno avuti problemi dopo la prima dose, adesso siano piuttosto perplessi di fronte al cambio di vaccino in corsa.

Il messaggio finora è stato: fidatevi della scienza. E però la scienza ci ha detto in questi mesi tante, troppe cose diverse. Solo su AstraZeneca: che questo era un vaccino per giovani, poi per vecchi, poi per tutti, poi che non era di serie B. Infine adesso contrordine: non è un vaccino per giovani ed è meglio evitare di fare la seconda dose, sostituendolo con un vaccino a mRna (di serie A?).

Ebbene, noi non siamo scienziati ma una cosa la sappiamo bene: quello di AstraZeneca diventerà un caso ‘di studio’. Da solo racchiude tutti gli errori da non fare per non alimentare la sfiducia nei vaccini, risorsa preziosa per la salute dell’umanità. Ancor di più in piena pandemia.

Coterella
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