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Vaccini, la lezione di Draghi e la vittoria dei medici

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vaccini

La vittoria della ragione, ma anche della scienza e dei medici, che potranno dire la loro sulla scelta del vaccino. Le parole di ieri del premier Mario Draghi, all’insegna di razionalità e buonsenso, hanno provato a riportare nei binari una campagna vaccinale anti-Covid finita nella nebbia della confusione tra obbligo e possibilità di scelta.

Draghi lo ha fatto mettendoci la faccia, e chiarendo cose che possono sembrare banali. “Vaccinarsi è fondamentale, la cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”. E se in tanti si sono espressi in questi giorni sulla validità della scelta eterologa, il premier ha annunciato che farà il mix martedì (sebbene sia un over 60).

Una scelta motivata da indicazioni mediche, che sembra però dettata anche dall’esigenza di dare il “buon esempio”. Ma, poiché l’importante è completare il ciclo vaccinale, il premier ha corretto la linea perentoria che era stata scelta dal ministero della Salute sul richiamo assicurando che gli irriducibili, ovvero quelli che volevano fare il richiamo con AstraZeneca: potranno farlo, con “parere del medico e consenso informato”.

Qui Draghi risponde all’appello dei tanti, Regione Lazio, Fondazione Gimbe e Ordini dei medici in primis, che avevano chiesto lumi proprio al ministero di Roberto Speranza. Perché il 10% degli under 60 – secondo le stime – non vuole saperne di cambiare vaccino in corsa.

E non stupisce la reazione ‘a caldo’ dei camici bianchi italiani. “Bene ha fatto il Governo a ribadire il ruolo fondamentale del medico nella vaccinazione”, ha sottolineato il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, dopo il via libera alla seconda dose per gli under 60 con AstraZeneca purché si abbia il parere del medico e il consenso informato.

“Solo il medico, cui per legge è affidato l’atto della prescrizione, è il professionista che ha le competenze per decidere quale vaccino sia più adatto nel singolo caso – ha evidenziato Anelli- Le indicazioni dell’Aifa consentono di effettuare la seconda dose con AstraZeneca. Il medico deciderà di volta in volta, secondo il parere del Cts e del ministero, in ragione dello stato di salute del cittadino, acquisendo il suo consenso dopo ampia e completa informazione”.

Si ricomincia, dunque. Ora la palla passa agli italiani, che pure sono stati “ammirevoli” in queste settimane, come ha ricordato il premier.

Non stupisce che – ancora una volta – di fronte a tanti balbettii, debba essere Mario Draghi a dettare la linea. La vera sfida che ci troviamo ad affrontare sono, infatti, gli over 60 senza vaccino: circa 2,6 mln di italiani.

“La sfida principale ora – ha chiarito il premier – non è vaccinare i 12 o 13enni, che pure vanno vaccinati, ma andare a cercare chi ha più di 50 anni e non si è ancora vaccinato”. Sono loro a rischiare di più in caso di Covid-19.

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