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Farmaci, mercato globale da oltre 1 trilione di dollari

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farmaci

Antibiotici, cortisonici, antipsicotici e terapie per le malattie rare. Il business globale dei farmaci è un mercato complesso da oltre un trilione di dollari, nel dettaglio 1.265 miliardi di dollari nel 2020, “che ancora vede negli Usa le vendite prevalenti, quasi il 44%. L’Europa è seconda con un 23% della spesa complessiva e i mercati emergenti Cina e India sono saliti sopra al 12%”. La mappa arriva dal direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, Nicola Magrini, durante la presentazione del Rapporto nazionale OsMed 2020 ‘L’uso dei farmaci in Italia‘.

Per il Dg ci sono molti aspetti su cui porre attenzione, a livello di mercato mondiale. La strada del farmaco, infatti, “è costellata anche di attività illecite o illegali”, a cominciare “dalle terribili falsificazioni sui farmaci. C’è un commercio criminale di farmaci falsificati o sotto standard, ma anche donazioni spesso non etiche di farmaci verso mercati o Paesi poveri. Insieme ad altre attività in conflitto di interessi, che a volte confinano con attività di promozione di farmaci, previsioni non accurate, e anche azioni vere e proprie di illeciti”.

Un quadro all’interno del quale la pandemia ha fatto emergere delle criticità, evidenziando però anche i punti di forza del sistema. “Con Covid-19 abbiamo imparato il ruolo fondamentale del Servizio sanitario nazionale e della ricerca, e in particolare degli studi randomizzati, che ci hanno consentito di cambiare standard terapeutici ogni 3-4 mesi”.

L’insegnamento è che “ci vogliono meno studi clinici come numero, ma più grandi e organizzati a livello internazionale“. Per Magrini servono anche “piattaforme di confronto di più farmaci”, verso le quali l’Agenzia europea Ema ha finalmente aperto sulla possibilità “che siano usate anche a scopi registrativi, cosa impensabile negli anni scorsi”.

Occorre, ha aggiunto il Dg Aifa, “sentirsi parte di una comunità di ricerca internazionale, che non ha confini”.

C’è poi la questione della trasparenza. “Aifa si concentrerà sull’accesso ai dati di tutti gli studi clinici o l’accesso alle modalità con cui si concorre per dare accesso ai farmaci. Però volevo ricordare che la trasparenza è un mezzo, non è un fine, e ha lo scopo di migliorare l’accesso ai farmaci per chi ne ha bisogno, possibilmente in sistemi universali per tutti uguali e di piena copertura da parte dei Ssn”. Un’ultima riflessione il Dg la dedica anche ai cosiddetti “managed entry agreement. Sono accordi molto onerosi che riguardano i nuovi farmaci, alcuni certamente efficaci e altri probabilmente da ripensare. E proprio recentemente anche la Germania ha espresso forte dubbio rispetto a questi accordi in cui si paga in base all’esito nei singoli pazienti, definendoli un po’ bruscamente come una birra calda che nessuno vuole più. Un po’ forte, ma è per stimolare una discussione e un dibattito”.