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Estate, caccia al tesoro 2.0 per giovanissimi in salute

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salute smartphone

Dopo mesi di inattività forzata alle prese con Dad, pc e tablet, i bambini italiani hanno bisogno di muoversi. E per far fare attività fisica ai nativi digitali, oltretutto divertendoli, cosa c’è di meglio di una caccia al tesoro 2.0, armati di smartphone?

L’iniziativa, che si svolgerà la settimana prossima a San Benedetto del Tronto, è promossa da Assoalbergatori e ideata da Italo Farnetani, il creatore della Bandiera verde dei pediatri, che sventola sulle spiagge a misura di bambini. Nell’elenco, fin dall’inizio, anche San Benedetto del Tronto.

Così dalla prossima settimana i giovanissimi turisti, armati di telefonino e di una App dedicata, potranno cimentarsi – a piedi, in bici o in monopattino – nella ricerca dei ‘tesori’ nascosti in piazze e monumenti, per ricevere alla fine della ‘caccia’ un premio, direttamente in hotel.

“Si tratta di un’iniziativa altamente innovativa, anche dal punto di vista scientifico”, ci spiega l’ideatore Italo Farnetani, pediatra e docente della Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus di Malta.

“E questo perché intende correggere alcune carenze determinate dal lockdown dei mesi scorsi: l’isolamento, la riduzione dei rapporti fra coetanei e la ridotta possibilità di vivere all’aria aperta, in particolare di esplorare l’ambiente esterno. Nello stesso tempo impiega lo smartphone, cioè un supporto digitale”. Che, secondo il pediatra, non va demonizzato, ma anzi può rivelarsi prezioso per la salute della generazione dei nativi digitali.

“Credo si debbano fare due considerazioni: la prima è che durante il lockdown, in particolare con la Dad, bambini e adolescenti hanno acquisito ulteriormente la capacità di usare i sistemi digitali, inoltre così si sfruttano i vantaggi offerti dall’informatica per promuovere la crescita e la salute utilizzando la componente positiva dei sistemi digitali, come peraltro è stato evidenziato anche da una ricerca fra i pediatri. Insomma, i sistemi digitali, come le medicine, fanno bene alla dose giusta, mentre l’abuso è dannoso”.

La rete ormai “rappresenta una modalità di relazione tra le persone ed è uno strumento che permette di comunicare, incontrarsi, informarsi ed esprimersi. La rete, soprattutto con la diffusione dei social, ha permesso una notevole possibilità di incontro, sempre più importante perché oggi l’ambiente esterno è, soprattutto per i minori, spesso insicuro. Così le famiglie sovente sono costrette a chiudersi in casa, e questo anche prima della pandemia. Insomma, il web oggi è anche uno strumento per comunicare e non sentirsi soli”.

“Ormai la rete rappresenta un luogo d’incontro multimediale, che sostituisce quello che era la piazza o la villa fino a qualche decennio fa”.

E se i genitori sono allarmati da questo cambiamento, per Farnetani “la rete utilizzata alla ‘dose giusta’ fa bene – assicura – come risulta da una mia recente indagine condotta fra i pediatri: per il 68% aiuta gli adolescenti a crescere, in quanto è uno strumento di informazione e di espressione. Per il 74% dei pediatri è uno strumento che serve agli adolescenti per identificarsi nel gruppo dei coetanei. Per il 68% dei pediatri inoltre i media digitali agiscono in sinergia e non in contraddizione con i mezzi di comunicazione tradizionali: insomma sono un arricchimento per la crescita e la socializzazione”.

Se poi la rete e il telefonino diventano un modo per muoversi, fare amicizia e divertirsi, il gioco è fatto.