Cure domiciliari, l’intesa Stato-Regioni

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Covid

Covid-19 ha messo in evidenza la ‘debolezza’ del sistema delle cure territoriali, una delle priorità per la sanità del futuro ‘costruita’ grazie ai fondi del Pnrr. Ebbene, è stata raggiunta l’intesa per cure domiciliari avanzate e omogenee in tutta Italia.

Stato e Regioni hanno posto le basi per un servizio finalmente uniforme, sulla base di requisiti di qualità elevati e soprattutto dello stesso livello in tutto il Paese.

Oggi, come sappiamo, la realtà è ben diversa, e dunque c’è da scommettere che l’operazione di adeguamento avrà gradi diversi di complessità nei differenti territori.

“Con l’intesa tra Stato e Regioni sulle cure domiciliari si compie un passo fondamentale per costruire la sanità di domani. Con il Pnrr investiamo 4 miliardi di euro nelle cure domiciliari, per portare l’assistenza pubblica e le cure più appropriate in casa dei pazienti”, rileva il ministro della Salute Roberto Speranza, commentando l’intesa, che estende alle cure domiciliari il sistema di autorizzazione e accreditamento per tutti gli enti e soggetti, pubblici e privati, che erogano tali servizi.

“Il nuovo sistema di autorizzazione e accreditamento approvato fissa requisiti elevati ed omogenei per tutti i soggetti che erogano tali servizi e garantirà cure con standard avanzati e della medesima qualità su tutto il territorio nazionale. Saremo in grado di curare meglio le persone, evitando il ricorso all’ospedale quando non è necessario e utilizzando al meglio le risorse”, assicura il ministro.

Nelle 19 pagine dell’intesa si sottolinea come “Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione della presente Intesa provvedono ad attivare il sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari”, determinando, in particolare, “il fabbisogno secondo le funzioni di assistenza individuate in sede di programmazione sanitaria per garantire i livelli essenziali di assistenza”.

Non solo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano che hanno già adottato un proprio sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari “provvedono ad adeguare tale sistema con quanto previsto” dall’intesa ed entro 12 mesi dalla data di sottoscrizione.

Nelle more dell’individuazione del sistema tariffario da parte della Commissione nazionale competente, le tariffe sono definite dalle singole Regioni e Province autonome.

Un monitoraggio annuale verificherà l’attuazione dell’Intesa tramite le attività del “Tavolo di lavoro per lo sviluppo e l’applicazione del sistema di accreditamento nazionale”.

Regioni e Province autonome provvedono all’attuazione delle disposizioni previste dall’intesa sulle cure domiciliari “nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a disposizione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

LA DISPONIBILITA’ DELLE STRUTTURE SANITARIE – “L’intesa tra Stato e Regioni sulle cure domiciliari è un passo fondamentale nella costruzione della sanità di domani”. Così Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere.

“Il Pnrr è una grande opportunità, a partire dalla possibilità di contare su risorse certe e significative. L’intesa mette a disposizione del Ssn uno strumento importante per garantire ai cittadini qualità ed omogeneità delle cure sul territorio. Il management della sanità italiana – ha concluso Migliore – è pronto a mettere a disposizione competenze ed esperienze maturate sul campo per dare gambe e in tempi certi a quanto previsto dal Pnrr e alle indicazioni della intesa”.

L’intesa tra Stato e Regioni, approvata definitivamente il 4 agosto, ribadisce la scelta del domicilio del paziente come setting privilegiato per la assistenza territoriale, richiama il Piano Nazionale delle Cronicità e i Piani Assistenziali Individuali, differenzia tra livelli diversi di intensità dei setting assistenziali e fissa otto criteri per l’autorizzazione e l’accreditamento delle cure a domicilio dei pazienti, con attenzione particolare per gli aspetti strutturali, le competenze del personale, l’appropriatezza e la sicurezza delle cure, l’innovazione, la comunicazione e l’umanizzazione.

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