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Corsa al tampone, i numeri delle farmacie

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Non è soltanto un problema di costi. Con stime di 8 milioni di tamponi a settimana per via dell’estensione dell’obbligo di green pass, il sistema reggerà? “Parliamo di qualcosa di più di 1 mln di test al giorno, e questo sarebbe difficilmente sostenibile. Dai riscontri che ho dal territorio però i numeri ad oggi non sono questi”. Invita alla calma il presidente di Federfarma Marco Cossolo, intervistato su Tgcom24 proprio sul rischio di un ‘caos tamponi’.

“Noi – ha spiegato – attendiamo con ansia i numeri di oggi, ieri sono stati fatti 278mila tamponi, qualcuno in meno dell’altro ieri, quando sono stati 315mila. Le giornate clou saranno quelle di oggi, domani e sabato: lì ci renderemo conto dell’effettivo impatto” dell’ampliamento dell’obbligo del green pass. “Vorrei vedere pochi tamponi in farmacia e tante persone per fare i vaccini. Certamente con questi ritmi non dico le farmacie, ma nessun servizio sanitario va avanti. Le persone devono convincersi a vaccinarsi”.

Finora il record di tamponi in farmacia è stato di circa 380 mila al giorno. “Ma fino a 600-650 mila tamponi al giorno il sistema regge – assicura Cossolo – Oggi sono oltre 10 mila le farmacie che fanno tamponi, e abbiamo dato disposizione alle farmacie di organizzarsi, implementando il personale. A quello che mi risulta le prenotazioni sono circa il doppio di quelle che erano ieri”. Quanto alle strutture disponibili, non ci sono solo le farmacie, ricorda il presidente di Federfarma: ci sono anche i laboratori e le strutture sanitarie. Il punto è capire che tipo di pressione ci sarà e per quanto tempo.

Quanto alla corsa ai tamponi per il green pass, Cossolo sottolinea le differenze sui territori. Paradossalmente in una grande città come “Roma la situazione è abbastanza sotto controllo”, aggiunge Cossolo. Nella Capitale c’è un’elevata concentrazione di uffici pubblici e i dipendenti pubblici hanno un alto tasso di vaccinazione. “Nel Veneto abbiamo punte di richieste, soprattutto nelle farmacie con zone dove insistono piccole e medie imprese”. Insomma, la situazione è a macchia di leopardo. Basti pensare che “in Sardegna la situazione era molto peggiore in estate”, con il boom dei turisti, “piuttosto che adesso”.

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