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Variante Omicron in Italia, tra plateau e ospedali in sofferenza

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quarantena

In Italia, dopo settimane di corsa del virus, dovremmo “essere arrivati al plateau della curva“. Le parole del generale Francesco Paolo Figliuolo lasciano ben sperare, e fanno il paio con i dati dell’ultimo bollettino quotidiano Covid. Alimentando la speranza che la ‘febbre’ da variante Omicron possa segnale l’inizio della fine dell’emergenza Covid. 

Ieri è infatti sceso – per la prima volta dall’ultima settimana di ottobre  – il numero delle persone attualmente positive in Italia: ben 25.049 in meno, grazie al numero dei guariti (102.363) che supera ampiamente quello dei nuovi casi (77.696). Il totale e’ sceso cosi’ a 2.709.857. Anche se i dati del lunedì sono da ‘prendere con le pinze’, i nuovi casi sono 77.696, contro i 138.860 del giorno precedente e gli 83.403 di lunedì scorso. E il tasso di positività resta stabile al 15% .

“Si sta andando in discesa, speriamo che questo sia il trend consolidato“, ha aggiunto il generale Figliuolo, sottolineando che “tutto questo è molto legato al buon andamento delle vaccinazioni”.

Ma se la curva non cresce più, la situazione degli ospedali non è ancora sotto controllo, come segnalano esperti e società scientifiche, preoccupati per la mole di screening, visite e controlli cancellati o rimandati per Covid. E dalle strutture arriva il monito a non rallentare sulla vaccinazione: dopo i decessi dei giorni scorsi dei due giovani di 28 anni non vaccinati nel Lazio, arriva oggi da Torino la notizia della morte per Covid di un bambino di 10 anni presso la Terapia intensiva dell’ospedale Regina Margherita di Torino.

Il piccolo paziente, fanno sapere i familiari, era stato trasferito nella tarda mattinata di ieri dall’ospedale di Mondovì in condizioni già molto gravi. Non aveva comorbiditá importanti. Arrivato con ipotermia, rabdomiolisi, dolori muscolari importantissimi agli arti inferiori e sospetta miocardite innescati dal virus, aveva iniziato il trattamento specifico contro Covid fino ad arrivare alla dialisi. Purtroppo tutti i tentativi si sono rivelati inutili. Il bimbo non era vaccinato “per recenti precauzioni di salute in una famiglia di vaccinati”.

Intanto le Regioni chiedono di rivedere le regole (e i colori), gli ultimi dati che arrivano da Agenas sembrano invitare alla cautela. A livello giornaliero (dati del 24 gennaio) la percentuale di posti occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri resta al 30% in Italia, ma cresce in 12 Regioni: Abruzzo (32%), Emilia Romagna (29%), Friuli (36%), Lazio (32%), Lombardia (33%), Marche (29%), Molise (11%), PA Bolzano (22%), PA Trento (28%), Puglia( 25%), Toscana (27%) e Val d’Aosta (57%). Cala solo in Liguria (40%) e Veneto (24%). Stabile in Basilicata (al 25%), Calabria (40%), Campania(31%), Piemonte(31%), Sardegna(18%), Sicilia(38%), Umbria(29%).

Insomma, la variante Omicron sta rallentando la sua corsa, ma ha ancora un impatto pesante sulla sanità. E questo mentre dalla Fiaso è arrivato l’appello a rivedere l’organizzazione delle cure, dal momento che oggi sempre più spesso ci si trova ad assistere pazienti finiti in ospedale per problemi di salute diversi e che si scoprono positivi a Covid.

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