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Covid, se Bill Gates mette in guardia il mondo

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Bill Gates teme che il mondo debba ancora vedere i risvolti peggiori della pandemia da Covid-19. Il filantropo miliardario ha invocato la creazione di un team di esperti internazionali gestito dall’Organizzazione mondiale della sanità, il cui compito sarebbe quello di monitorare le minacce alla salute pubblica globale e garantire che il mondo sia preparato al meglio in vista delle future pandemie.

“Siamo ancora a rischio. La pandemia potrebbe generare una variante ancor più contagiosa e letale”, ha detto al Financial Times in un’intervista. “Non voglio essere una voce di sventura, ma stimo un rischio superiore al 5% che non abbiamo ancora visto il peggio di questa pandemia”.

Gates ha aggiunto che dirigere la cosiddetta Global epidemic response and mobilization initiative costerebbe circa 1 miliardo di dollari all’anno, avvertendo che gli attuali finanziamenti dell’Oms “non sono affatto sufficienti”.

Nuove varianti “entro la fine dell’anno”

Mark Woolhouse, professore di epidemiologia delle malattie infettive presso l’Università di Edimburgo, ha rivelato a Fortune che inizialmente riteneva improbabile una maggiore letalità della prossima variante Covid rispetto ai ceppi precedenti del virus, ma ha anche osservato che nessuno può avere certezze sulla pericolosità delle future varianti.

“Tutti pensano che ci saranno nuove varianti nei prossimi mesi”, ha detto. “Personalmente sarei sorpreso se non ne vedessimo almeno una prima della fine dell’anno. E certamente, penso che le agenzie di sanità pubblica di tutto il mondo dovrebbero organizzarsi su queste basi”. “La mia sensazione è che probabilmente non” vedremo varianti più pericolose, “ma c’è una piccola possibilità”, ha aggiunto Woolhouse.

Diverse varianti del coronavirus si sono diffuse in tutto il mondo da quando l’Oms è stata avvisata per la prima volta della comparsa di un nuovo virus in Cina a dicembre 2019.

Il ceppo di Omicron – che include la sottovariante “BA.2” attualmente dominante negli Stati Uniti – è emerso alla fine del 2021 e presto è diventato estremamente diffuso in molti Paesi grazie alla sua maggiore trasmissibilità.

Anche se si diffonde più facilmente rispetto alle varianti precedenti del virus, è ampiamente dimostrato che Omicron causi infezioni meno gravi rispetto ad esempio a Delta. Tuttavia diversi studi hanno concluso che Omicron rappresenta ancora un rischio significativo per la salute pubblica. A marzo, uno studio giapponese ha rilevato che Omicron era almeno il 40% più letale dell’influenza stagionale.

Nel frattempo, gli epidemiologi di Hong Kong hanno scritto sul Lancet medical journal all’inizio di quest’anno che gli effetti di Omicron sono “più lievi ma non lievi”.

Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico Covid-19 presso l’Oms, ha dichiarato in un briefing la scorsa settimana che l’organizzazione stava monitorando numerose sottovarianti di Omicron, inclusi i ceppi BA.4, BA.5, BA.2, BA.12 e BA.1.

Nelle ultime settimane, i casi delle sottovarianti BA.4 e BA.5 sono aumentati negli Stati Uniti, alimentando le preoccupazioni che i ceppi altamente trasmissibili possano innescare una nuova ondata di infezioni. “La pandemia continuerà e l’incertezza su quale sarà la prossima variante rimane una causa significativa di preoccupazione per noi, perché abbiamo bisogno di pianificare diversi tipi di scenari”, ha sostenuto Van Kerkhove.

Più di 6,2 milioni di persone nel mondo sono morte di Covid durante la pandemia, secondo i dati della Johns Hopkins University. Come mostrano questi numeri, gli Stati Uniti hanno registrato quasi 1 milione di morti per Covid fino ad oggi.

L’articolo originale è su Fortune.com

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