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Reumatologia, a Maria Antonietta D’Agostino il Carol Nachman Preis 2022

Maarten Boers e Maria Antonietta D'Agostino
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Un’italiana si è aggiudicata il ‘Nobel’ della reumatologia, il premio più prestigioso premio al mondo in questo settore. Il Carol Nachman Preis, è andato a Maria Antonietta D’Agostino, direttrice della Uoc di Reumatologia di Fondazione Policlinico Gemelli e ordinario di Reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il premio, giunto alla sua cinquantesima edizione, è conferito dalla città tedesca di Wiesbaden a scienziati che abbiano dato un contributo straordinario alla reumatologia internazionale. Viene assegnato da un board di 12 componenti che valuta il lavoro fatto dai ricercatori negli ultimi 10 anni, nei diversi ambiti della reumatologia (ricerca di base, traslazionale o clinica). Dal 1972, anno della prima edizione, sono stati insigniti del premio 82 reumatologi. D’Agostino divide il Carol Nachman 2022 con uno dei suoi mentori, il professor Maarten Boers, professore di Epidemiologia clinica e direttore del Centro di reumatologia e immunologia dell’Università di Amsterdam, dove la specialista italiana ha lavorato come visiting professor nel 2016 (insieme nella foto).

Il premio Carol Nachman prevede l’elargizione di un grant di 37.500 euro ed è intitolato al suo fondatore, Carol Nachman, cittadino onorario di Wiesbaden e gestore del casinò della città. Cinquant’anni fa, Nachman e il reumatologo professor Klaus Miehlke lo hanno istituito per onorare il lavoro dei medici e degli scienziati impegnati nella lotta alle patologie reumatologiche.  La cerimonia di premiazione è preceduta il giorno primo da una laudatio nel salone delle feste del Municipio di Wiesbaden, seguita dalla firma dei vincitori nel ‘Libro d’Oro’ della città, che negli anni ha collezionato firme di celebrities come la Regina Elisabetta II, John F. Kennedy, Mikhail Gorbaciov e il Dalai Lama.

Il libro d’oro della Città di Wiesbaden

“La professoressa D’Agostino – recita la menzione del premio – viene insignita del premio Carol Nachman perché è stata la prima a riconoscere l’importanza della visualizzazione ecografica dell’entesite (l’infiammazione della zona di inserzione del tendine sull’osso), nella diagnosi precoce delle spondiloartriti e come parametro prognostico. È grazie alle sue ricerche e alla loro implementazione all’interno di programmi educativi e libri di testo che l’ecografia ha trovato il suo posto nell’assistenza dei pazienti con malattie reumatologiche in Europa e nel resto del mondo”.


“L’entesite – spiega D’Agostino – rappresenta la lesione cardine della transizione dalla psoriasi, all’artrite psoriasica. Il fatto che potesse essere diagnosticabile attraverso l’ecografia articolare è stata una scoperta che ha dato enorme impulso a tutta la ricerca nel campo dell’artrite psoriasica e delle spondiloartriti. Ho dedicato tutto il mio PhD alla standardizzazione dello sviluppo dell’ecografia come strumento di misura delle patologie articolari o extra-articolari – prosegue – e ho sviluppato una metodologia di validazione ad hoc delle metodiche di imaging”.

Grazie agli studi della professoressa D’Agostino, l’ecografia articolare oggi è la metodica di riferimento per lo studio delle entesiti, delle sinoviti, e di tutte le lesioni infiammatorie articolari in tutto il mondo e, insieme alla risonanza magnetica nucleare, è oggi considerata non solo un’indagine tra le più accurate per i pazienti con patologie reumatologiche, ma anche uno strumento di misura validato da utilizzare negli studi clinici, per valutare gli esiti di un trattamento o l’evoluzione di una patologia.

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