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Covid corre in Italia, appello pro mascherine e servizi a rischio

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Impennata dei nuovi casi di Covid-19 in Italia, mentre aumentano anche ricoveri, terapie intensive e decessi. Già ieri il bollettino ha sfiorato quota 100mila, con 94mila contagi e 60 morti in 24 ore. E oggi il monitoraggio settimanale di Fondazione Gimbe descrive una circolazione virale in forte crescita dappertutto. Gli esperti rilanciano l’invito a indossare le mascherine al chiuso e a proteggere con la quarta dose 4 mln di soggetti fragili. Anche perché, considerato il grande ricorso ai tamponi fai da te, il rischio è che nelle prossime settimane numerosi servizi si trovino a fare a meno di operatori. 

Un allarme simile a quello legato alla prima variante Omicron, che a inizio anno ha visto moltiplicarsi i contagiati, in tutti i settori. Insomma, i dati non lasciano dubbi: Omicron 5 si diffonde rapidamente. Il monitoraggio Gimbe rileva, nella settimana 22-28 giugno, un ulteriore aumento dei nuovi casi (384.093) in tutte le regioni. Con effetti già evidenti sugli ospedali. Ma a preoccupare gli specialisti è anche la forte sottostima dei numeri: in molti ormai ricorrono al fai da te. E in questo modo ‘sfuggono’ al sistema dei controlli. Come in passato vediamo solo una parte dei positivi reali. Se però di fronte a tutto ciò i dati che arrivano dagli ospedali mostrano che la situazione non è così drammatica come in passato (grazie ai vaccini), l’ondata di Covid si farà sentire non solo sul fronte delle strutture sanitarie, ma anche dei servizi. 

Ecco perché – sottolineano gli esperti guidati da Nino Cartabellotta, è fondamentale indossare le mascherine nei luoghi al chiuso e somministrare subito ai fragili la quarta dose che riduce del 99% il rischio di mortalità rispetto ai non vaccinati. Ma vediamo in dettaglio, rispetto alla settimana precedente, cosa sta accadendo:
Decessi: 392 (+16,3%), di cui 43 riferiti a periodi precedenti
Terapia intensiva: +31 (+15%)
Ricoverati con sintomi: +1.232 (+25,7%)
Isolamento domiciliare: +172.257 (+29%)
Nuovi casi: 384.093 (+50,4%)
Casi attualmente positivi: +173.520 (+28,9%)

“Prosegue l’impennata dei nuovi casi Covid settimanali (+50,4% rispetto alla settimana precedente) – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – che si attestano intorno a 384 mila, con una media mobile a 7 giorni che sfiora quota 55 mila casi al giorno”. Una crescita comune a tutte le Regioni: dal 27,7% della Lombardia all’80,2% del Molise. Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province in cui si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +12,2% di Sondrio al +102,5% di Asti).

A cambiare le cose sono anche le reinfezioni: secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-22 giugno 2022 ne sono state registrate in Italia oltre 556 mila, pari al 4% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 16-22 giugno si è attestata all’8,4% (n. 23.651 reinfezioni), in netto aumento rispetto alla settimana precedente (7,5%).

Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+24,1%): da 1.300.905 della settimana 15-21 giugno a 1.613.954 della settimana 22-28 giugno. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 30% (+301.188), mentre quelli molecolari del 4% (+11.861)

E negli ospedali? Come spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe,  “continuano ad aumentare i ricoveri sia in area medica (+25,7%) che in terapia intensiva (+15%)”. In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 237 il 28 giugno; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l’11 giugno, sono risaliti a quota 6.035 il 28 giugno (figura 7). Al 28 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 9,4% in area medica (dal 4,7% del Piemonte al 22,1% dell’Umbria) e del 2,6% in area critica (dallo 0% di Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta al 5,4% del Lazio). “In lieve aumento gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 23 della settimana precedente”. Si tratta di numeri che ancora non rappresentano un allarme, ma come sempre a fronte di un elevatissimo numero di contagi Covid, dopo qualche settimana arriva una ripercussione sugli ospedali.

Tornano a crescere i decessi: 392 negli ultimi 7 giorni (di cui 43 riferiti a periodi precedenti), con una media di 56 al giorno rispetto ai 48 della settimana precedente.

“In questa fase di netto aumento della circolazione virale – afferma Cartabellotta –  è inaccettabile che la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimanga al palo, peraltro con rilevanti diseguaglianze regionali. Il calo della copertura vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni dalla terza dose, l’incremento della mortalità negli over 80 e il consolidamento delle evidenze scientifiche sull’efficacia della quarta dose nel ridurla impongono di accelerare ora la copertura con la quarta dose in tutti i pazienti inseriti nella platea”.

“La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5, unitamente al calo di attenzione generale e all’abolizione dell’obbligo delle mascherine in tutti i luoghi al chiuso hanno determinato un netto aumento della circolazione virale con effetti già evidenti anche sugli ospedali. In particolare, in area medica in 18 giorni i posti letto occupati da pazienti Covid sono quasi 2.000 in più, superando in alcune regioni il 15% dell’occupazione, con inevitabile impatto sull’erogazione delle prestazioni sanitarie ordinarie. Di conseguenza, la Fondazione Gimbe invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (oltre 770 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile prevedere l’entità di questa risalita dei casi che avrà un proporzionale impatto sugli ospedali”.

Infine, lo stallo della campagna vaccinale “ha generato una popolazione attualmente suscettibile all’infezione molto estesa: 4,05 milioni di non vaccinati, 5,54 milioni senza terza dose e 3,99 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose. Per arginare la circolazione virale – raccomanda Cartabellotta – fondamentale indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente nei luoghi affollati e poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all’aperto”.

C’è da chiedersi se questi moniti troveranno ascolto, considerata la stanchezza della popolazione rispetto alle misure anti-Covid e l’idea diffusa che il contagio comporti fastidi tutto sommato passeggeri. Un’idea che sta portando molti verso una gestione fai da te, almeno fino a quando i sintomi non diventano preoccupanti.

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