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Porcelli (Comifar): Distribuzione dei farmaci tra sfide e opportunità

Roberto Porcelli
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L’Italia è una locomotiva nella produzione farmaceutica: siamo ormai da anni leader in Europa insieme alla Germania. Ma tra pandemia, guerra e crisi dell’energia, l’intero settore si trova ad affrontare una serie di sfide, che richiedono interventi mirati, ragionati ed efficaci. E che spingono anche la distribuzione dei farmaci verso scelte green e una razionalizzazione dei servizi.

Fortune Italia ne ha parlato con Roberto Porcelli, da febbraio 2021 Group Managing Director del Gruppo Comifar. Un gruppo da 1.724 dipendenti, che vanta un fatturato di 2,4 mld di euro l’anno, con 22 magazzini, 4 hub e una copertura su 20 regioni (e 12.500 farmacie clienti). Comifar è parte del Gruppo Phoenix, presente in 26 Paesi e con un fatturato da 30,7 mld, che di recente ha annunciato un importante accordo per acquisire parte delle attività europee di McKesson, il più importante operatore farmaceutico statunitense.

Come si sta rivelando questo 2022 per il settore? “La pandemia ha dimostrato come la distribuzione di farmaci sia un elemento cruciale per garantire la continuità di un servizio fondamentale per il cittadino. La crisi energetica e quella delle materie prime – sottolinea Porcelli – stanno impattando in due modi: nel primo caso sono aumentati i costi di energia elettrica e del gasolio che, oltre al personale e alla merce, rappresentano per noi voci di costo fondamentali. Ebbene, per il nostro settore i costi complessivi di produzione sono aumentati almeno del 10-12%, in un contesto in cui la distribuzione del farmaco soffre già per una bassa marginalità in termini di remunerazione del servizio”.

I conti sono presto fatti. “Noi riceviamo una remunerazione media di 30 centesimi al pezzo distribuito, e i costi complessivi sono di 50 centesimi al pezzo. Se non avessimo tutto il comparto commerciale e le altre attività che caratterizzano la distribuzione intermedia, saremmo sottocosto”, sintetizza il manager.

La distribuzione del farmaco è soggetta, “io dico giustamente – ricorda Porcelli – a vincoli normativi stringenti: innanzitutto i magazzini sono tutti refrigerati e coibentati, e abbiamo l’obbligo di mantenere la temperatura dei nostri siti al di sotto dei 25 gradi; inoltre abbiamo prodotti che devono stare tra i 2 e gli 8 gradi. Tutto questo prevede una continua richiesta di energia elettrica, per evitare danni ai farmaci. Nonostante gli investimenti in pannelli fotovoltaici e piani di risparmio energetico, il prezzo dell’energia è raddoppiato e questo sta incidendo molto sui nostri costi”, spiega.

Poi c’è il capitolo gasolio. “Come Comifar abbiamo circa mille mezzi di trasporto che percorrono circa 130mila chilometri al giorno per assicurare quotidianamente oltre 22.400 consegne. Spediamo quasi 42 mln di euro l’anno per il trasporto: si tratta della seconda voce di costo dopo il personale. Anche qui – assicura Porcelli – cercheremo di agire ottimizzando i nostri processi distributivi e cercando di intervenire sul numero di consegne, razionalizzandole. Una farmacia mediamente ha 4 fornitori, e riceve anche 12 consegne al giorno: c’è spazio per una razionalizzazione, in questo momento”.

“In più c’è un rischio di criticità riguardo all’approvigionamento di materiali, a causa della crisi delle materie prime. Pensiamo ai blister, che sono prodotti con un materiale particolare. Ecco che occorre operare anche dal punto di vista di un investimento nell’immagazzinamento di prodotti, per avere scorte più importanti”. Ed evitare carenze di prodotti importanti per la salute.

Ecco perché, secondo Porcelli, la seconda metà dell’anno sarà un periodo di ricerca dell’ottimizzazione dei processi e del sistema distributivo. “Un problema che riguarda l’intero settore in Italia. Noi lavoriamo cercando di razionalizzare le consegne, ma anche investendo in fonti di energia alternativa come i pannelli solari. Abbiamo 22 magazzini e 4 hub, con 130mila metri quadrati di superficie: stiamo studiando i siti giusti da dotare di pannelli solari”.

In un quadro ricco di criticità, non mancano le opportunità. Una è rappresentata appunto dal recente annuncio, da parte di Phoenix Group (proprietario in Italia del Gruppo Comifar), dell’accordo per acquisire parte delle attività europee di McKesson, il più importante operatore farmaceutico a stelle e strisce. Phoenix rileverà le attività di McKesson in Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Portogallo e Slovenia, così come le quote di minoranza della joint venture in Brocacef Groep nei Paesi Bassi e la sua sede europea in Germania, dopo aver ottenuto l’approvazione da parte delle autorità anti-trust competenti.

Porcelli sull’operazione non si sbottona. “Posso solo dire che è un momento importante per noi in Italia e che lo sarà anche per il settore. L’ambizione per il gruppo – sottolinea – è quella di creare un nuovo player nel panorama italiano, che possa offrire una vasta gamma di servizi legati alla salute, attraverso le farmacie e la nostra rete distributiva, ma anche attraverso nuovi investimenti ad esempio nei servizi digitali. Una grande sfida e una grande opportunità”, chiosa Porcelli.

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