Covid in Italia, ecco quanto risale dopo le feste

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Una serie di onde caratterizza il terzo inverno Covid in Italia. Nell’ultima settimana, dopo le feste di fine anno, risalgono i contagi (+11,4%) e i decessi (+9,8%) legati a Covid-19,  oltre 100 al giorno da quattro settimane.

Allo stesso tempo, però, dagli ospedali arrivano segnali confortanti: i ricoveri ordinari sono in calo (-6,9%), mentre sono stabili le terapie intensive (+1,6%). Così, all’indomani della riapertura al mondo della Cina, alle prese con una pesante ondata, Fondazione Gimbe sottolinea l’importanza del sequenziamento per intercettare eventuali nuove varianti.  

Occorre inoltre, secondo gli esperti guidati da Nino Cartabellotta, rivitalizzare la campagna vaccinale, considerato che abbiamo 
11,7 milioni di anziani e fragili senza la quarta dose. Mentre sono parecchi i dubbi sulla capacità dello screening su viaggiatori dalla Cina di arginare la circolazione virale.

Ma vediamo i dati del monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana dal 30 dicembre al 5 gennaio:

Decessi: 775 (+9,8%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti
Terapia intensiva: +5 (+1,6%)
Ricoverati con sintomi: -572 (-6,9%)
Isolamento domiciliare: -10.912 (-2,7%)
Nuovi casi: 135.977 (+11,4%)
Casi attualmente positivi: -11.479 (-2,7%)

Nino Cartabellotta sottolinea il dato dei nuovi contagi: “Dai 122 mila della settimana precedente, salgono a quota 135 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 19 mila casi al giorno”.

Curiosamente l’andamento della pandemia è a macchia di leopardo. I nuovi casi Covid crescono in 14 Regioni: dal +1,4% del Veneto al +44,4% della Puglia. Sette Regioni registrano invece un calo: dal -0,4% del Piemonte al -45% della Valle D’Aosta. In nessuna Provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti.

I numeri degli ospedali

“Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione – calano i ricoveri in area medica (-6,9%), mentre appaiono sostanzialmente stabili quelli in terapia intensiva (+1,6%)”. In termini assoluti, i posti letto Covid occupati in area critica sono 319 il 5 gennaio; in area medica, sono 7.716.

Alla stessa data il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 12,1% in area medica (dal 4,5% della Valle D’Aosta al 28,5% dell’Umbria) e del 3,2% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle D’Aosta al 6,9% della Calabria). “In lieve aumento il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva, con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi/die rispetto ai 33 della settimana precedente”, precisa Mosti.

Brutto il dato dei decessi, che da quattro settimane superano i 100 al giorno: sono stati 775 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media di 111 al giorno rispetto ai 101 della settimana precedente.

La Cina e le varianti

“Le notizie provenienti dalla Cina – spiega Cartabellotta – nelle ultime settimane hanno generato un certo allarmismo, anche se quanto sta accadendo era ampiamente prevedibile. Infatti, è inevitabile che un Paese che ha vaccinato poco, in particolare anziani e fragili, con un vaccino poco efficace sulla malattia grave, con l’improvvisa sospensione ai primi di dicembre della strategia ‘zero Covid’ sperimenti una netta ripresa della circolazione virale e un rilevante impatto su ospedalizzazioni e decessi”.

Gli esperti Gimbe invitano, comunque, alla calma: “Riguardo alla possibilità che l’elevata circolazione del virus in Cina possa generare varianti di preoccupazione in grado di determinare una nuova ondata in altri Paesi, al momento non ci sono evidenze in merito. In particolare, l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) il 5 gennaio ha rilasciato un aggiornamento sulla variante XBB.1.5 “ribattezzata” Kraken, che non proviene affatto dalla Cina, ma dagli Stati Uniti ed è stata già definita dall’Oms come ‘la sotto-variante di Omicron più trasmissibile finora individuata’”.

L’Ecdc stima che abbia un grande vantaggio di crescita rispetto ai lignaggi circolanti in precedenza in Nord America (139%) ed Europa (137%), ma si tratta di stime associate a notevole incertezza e non esistono evidenze che possa determinare una malattia più grave.

Secondo gli esperti del Centro europeo per il controllo delle malattie potrebbe determinare un aumento dei casi di Covid-19 anche in Europa, ma non entro il prossimo mese perché la circolazione della variante è ancora limitata. Più in generale, l’Ecdc classifica Kraken (XBB.1.5), Gryphon (XBB), Cerberus (BQ.1) e Centaurus (BA.2.75) come varianti di interesse e non come varianti di preoccupazione.

Gli interventi

Ma allora cosa sta accadendo, e quali sono gli sviluppi più probabili nelle prossime settimane? “Se al momento la circolazione virale in Italia, seppur ampiamente sottostimata, appare sotto controllo – afferma Cartabellotta – gli scenari epidemiologici internazionali e il rilevante impatto dell’epidemia influenzale sui servizi sanitari, unitamente all’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti di casi Covid-19, richiedono il potenziamento di alcune strategie di sanità pubblica per contrastare il Sars-CoV-2″.

E’ cruciale rafforzare le attività di sequenziamento, ma anche “aumentare le coperture vaccinali”, soprattutto di “11,7 milioni di anziani e fragili a rischio di malattia grave che non hanno ricevuto la quarta dose. Inoltre occorre somministrare un’ulteriore dose di richiamo ad over 80, ospiti Rsa e over 60 con fragilità per patologie concomitanti/preesistenti, su cui purtroppo non disponiamo di alcun dato per valutare la copertura”.

“Inoltre, rimane sempre valida la raccomandazione di utilizzare le mascherine nei luoghi chiusi e affollati e, in caso di rilevante incremento della circolazione virale, valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni di eventi che prevedono assembramenti”, conclude il presidente Gimbe, convinto come molti esperti che “l’unica reale utilità” degli screening sugli arrivi dalla Cina sia “quella di identificare precocemente nuove varianti”.

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