Polmoniti in Cina, il punto e le indicazioni degli esperti

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Quando parliamo di salute non è prudente farsi guidare dalla paura o da informazioni non verificate. Una raccomandazione che condividiamo e che arriva dagli esperti della Società italiana di pediatria a proposito delle polmoniti in età pediatrica registrate in Cina e, a seguire, in Vietnam e Francia. Ma cosa sappiamo su questa vicenda?

Se le informazioni che arrivano dall’estremo Oriente non sono mai molto trasparenti, bisogna dire che sul caso, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, sono intervenuti anche gli specialisti del Dipartimento di Malattie infettive dell‘Istituto superiore di sanità. 

Cos’ è il Mycoplasma Pneumoniae 

Si tratta di un batterio che colonizza il tratto respiratorio, causando infezioni che vanno da sintomi lievi e spesso autolimitanti (raffreddori, faringiti) fino a forme più severe come la polmonite. Questo microrganismo è comunemente noto come agente eziologico per la polmonite atipica, in grado di manifestarsi in soggetti in età prescolare, giovani adulti e in soggetti con complicanze o alterazioni immunologiche. Si stima che causi globalmente tra il 10 e il 20% di tutte le polmoniti. In questi giorni se ne parla perché si sospetta che il patogeno sia tra le cause di un aumento dei ricoveri di bambini per polmoniti in Cina e in alcuni paesi europei come Francia, Olanda e Danimarca.

Un nemico noto

Dobbiamo anche dire che questo patogeno è ben conosciuto da anni, e che l’infezione da Mycoplasma è piuttosto comune, soprattutto fino ai sei anni di età. “Periodicamente si registrano epidemie. Per questo, ora che è aumentata l’attenzione per questo batterio si cominciano a segnalare casi anche nel nostro Paese dove, è bene ribadirlo, il Mycoplasma è sempre circolato in comunità. La sua identificazione tempestiva mostra come la rete di sorveglianza sia in grado di registrarne la presenza e, di conseguenza, anche un eventuale aumento nel numero di casi nel tempo”, affermano dall’Iss

Quali sono i sintomi e come si cura

L’infezione generalmente non dà sintomi, o dà una sintomatologia lieve di tipo respiratorio. In alcuni casi può provocare una polmonite, che nelle situazioni più gravi può richiedere il ricovero. Il mycoplasma pneumoniae può essere presente contemporaneamente con altri patogeni, come ad esempio i virus respiratori. Ma, fortunatamente, il Mycoplasma pneumoniae è sensibile a diversi antibiotici. Insomma, le armi ci sono.

Cosa dicono i pediatri sulla situazione italiana

Il Tavolo Tecnico Malattie infettive e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria spiega come in  questo momento nella popolazione 0-18 anni si sta osservando un’elevata prevalenza di infezioni respiratorie da virus influenzali e una concomitante circolazione di virus respiratorio sinciziale (RSV) e Sars-CoV-2. In un numero contenuto di casi queste infezioni virali possono andare incontro a sovrainfezioni batteriche, soprattutto da Streptococcus pneumoniae, batterio per cui l’amoxicillina è l’antibiotico di prima scelta e che in circa il 25% dei casi in Italia è resistente ai macrolidi.

In Italia non si è osservato alcun aumento delle infezioni respiratorie da Mycoplasma pneumoniae, che interessa prevalentemente i bambini di più di 5 anni di età e verso cui i macrolidi sono gli antibiotici di scelta.

Tutto bene, allora? Attenzione, perché gli  antibiotici “non vanno utilizzati per contrastare le infezioni virali mentre, quando usati in modo appropriato, sono uno strumento prezioso nella lotta contro le infezioni batteriche. Tuttavia il panico generato dagli eventi segnalati in Cina, la cui eziologia sulla base di quanto dichiarato dalle autorità cinesi sembra essere legata a virus e batteri noti, e l’uso indiscriminato di antibiotici, in particolare dei macrolidi, può causare gravi conseguenze sulla salute pubblica“, ricordano i pediatri. Ecco perchè è bene non farsi prendere dal panico.

La situazione sanitaria in Cina ha dimostrato un incremento delle infezioni respiratorie da Mycoplasma pneumoniae dal mese di maggio, mentre da ottobre sono aumentate le infezioni respiratorie causate da virus influenzali e da RSV. Questo richiede verifiche a livello internazionale, sia mediante la sorveglianza dei patogeni virali e batterici circolanti, sia analizzando le coperture vaccinali (in Cina, ad esempi, non risulta essere stata implementata la vaccinazione pneumococcica con preparati coniugati) senza arrivare a conclusioni affrettate.

Il monito sugli antibiotici

“Incoraggiamo fortemente i pediatri – raccomanda la Sipa – a basare le proprie decisioni sull’uso degli antibiotici seguendo le linee guida e i genitori ad essere consapevoli dell’importanza dell’uso appropriato degli antibiotici per preservarne l’efficacia nel tempo. Restano fondamentali le vaccinazioni contro i patogeni respiratori, il lavaggio delle mani, l’utilizzo delle mascherine nei luoghi affollati, l’areazione degli ambienti chiusi e la permanenza a domicilio per tempi adeguati in caso di sintomi respiratori”.

Non solo: “Sarebbe auspicabile attivare una sorveglianza allargata a patogeni diversi da virus influenzali e RSV nei bambini con polmonite, includendo anche batteri come Mycoplasma pneumoniae e Streptococcus pneumoniae”, concludono i pediatri italiani. Un approccio fondamentale, per non farsi trovare impreparati.

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