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Il defibrillatore arriva in volo: ecco il drone salvavita

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Anche in Italia il soccorso salvavita diventa tech, grazie a uno speciale drone equipaggiato con un defibrillatore semiautomatico. È stato un successo a Taranto il primo test di volo del progetto sperimentale Seuam (Sanitary Emergency Urban Air Mobility), fortemente voluto da Società italiana sistema 118 (SIS 118). E nei prossimi mesi il progetto coinvolgerà un nuovo modello di drone, dotato di intelligenza artificiale.

Oggi dunque “nasce l’areospazio salvavita della Medicina di emergenza”, dice entusiasta a Fortune Italia il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli. “La rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione – sottolinea Balzanelli a Fortune Italia dopo la sperimentazione – vanno ‘dettate’ per telefono, in tempo reale, a chiunque chiami il 118 al cospetto di un arresto cardiaco improvviso. Ma affinché queste misure siano realmente efficaci, dobbiamo mettere chiunque in condizione di ricevere un defibrillatore entro 3 minuti dall’insorgenza di un arresto cardiaco. Oggi abbiamo dimostrato che, grazie alla tecnologia e con la regia della Centrale Operativa 118, tutto questo è possibile. Ecco perchè parlo di areospazio salvavita della Medicina di Emergenza”.

Le origini del progetto

Il progetto Seuam della Sis 118 nasce nel 2021 insieme a Caltec, Consorzio aerospaziale campano, e ai partner istituzionali: Comuni di Taranto, Santa Lucia di Serino, Altomonte, Massa di Somma, le università Campus Biomedico di Roma, Libera Università Mediterranea “Giuseppe Degennaro” di Casamassima (Bari), Politecnico di Milano, Federconsumatori nazionale, Coni Comitato regionale della Campania, Federsanità Anci Campania.

Emergenza, centrali 118 sempre connesse e soccorso via droni

Obiettivo, ridurre in modo significativo le morti evitabili, dovute a malore o trauma, portando grazie a droni iperveloci teleguidati dalle Centrali Operative 118, apparecchiature salvavita, farmaci, sangue ed emoderivati su scenari di altissima criticità. Il tutto a supporto delle attività di soccorso dei mezzi ordinari del 118.

La simulazione

Ebbene, in questi mesi il progetto è andato avanti e a Taranto è stato sperimentato l’invio sulla scena di un arresto cardiaco improvviso di un defibrillatore portato da un drone. Teatro dell’evento, il molo di Sant’Eligio: qui un testimone, guidato al telefono dalla Centrale Operativa, ha prima effettuato il massaggio cardiaco, quindi defibrillato il paziente con un dispositivo portato da un drone guidato a destinazione dagli infermieri operatori della Centrale stessa.

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Mario Balzanelli e il drone equipaggiato/Credits: Sis 118

“Abbattere i tempi del soccorso, assicurando entro i primi 3 minuti da un arresto cardiaco l’inizio delle compressioni toraciche e, qualosa sia necessaria, entro i primi 5 minuti la scarica elettrica del defibrillatore, fa la differenza tra la vita e la morte – puntualizza Balzanelli, ideatore e leader project della sperimentazione – perché consente di salvare e recuperare pienamente alla vita senza esiti neurologici, almeno il 40% di questi soggetti, altrimenti destinati a morte certa”.

Gli sviluppi e l’AI

Caltec opera nel settore aerospaziale da più di 40 anni, e da sempre è impegnata nella attività di ricerca e sviluppo. “La scintilla che ha attivato l’adesione del consorzio al progetto Seuam – rimarca Aquilino Carlo Villano, amministratore unico di Caltec – è stata la condivisione con il presidente Mario Balzanelli di una missione sociale, in cui valori scientifici di estrema importanza si coniugano con la capacità imprenditoriale di portare risultati concreti per la comunità. A luglio presenteremo Apteron, il drone iperveloce dotato di intelligenza artificiale che sarà il grande protagonista del progetto Seuam”.

Balzanelli sottolinea come il progetto conti su importanti contributi. “Ringraziamo Carmine Esposito, Ceo della Unmanned4you per il supporto logistico, il Direttore denerale della Asl di Taranto, Gregorio Colacicco, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, insieme ad Antonio Melpignano, presidente del Molo di Sant’Eligio, e Sergio Prete, presidente dell’Autorità Portuale di Taranto”.

A Taranto “abbiamo iniziato a testare la basi essenziali del percorso operativo con l’integrazione tra l’entrata in azione dei primi soccorritori, la regia della Centrale Operativa 118 e la guida da remoto alle procedure di rianimazione e di defibrillazione”, ma anche le dinamiche di pilotaggio e di utilizzo del drone, con la verifica delle prime criticità e la stesura dei protocolli ad hoc. “Il prossimo test di volo – conclude Balzanelli – è previsto ad Altomonte il 17 marzo”.

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