Tisane, polveri da sciogliere in acqua, pillole e ‘pipette’: i lassativi sono sempre più richiesti dagli italiani. A testimoniarlo sono le pubblicità, ma anche i numeri dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) commentati dagli specialisti nel corso del recente congresso ‘Hot Topics in Functional Digestive Surgery Meeting’, promosso a Napoli dall’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli e dalla Società Italiana Unitaria di Colon-Proctologia.
La spesa per i lassativi in Italia
Così scopriamo che nel 2023 gli italiani hanno speso per questi prodotti 130 milioni di euro, un dato in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. A questa cifra vanno aggiunti 2,4 miliardi di euro per i lassativi a base di vegetale.
Incubo stipsi, istruzioni per l’uso
Il fatto è che 13 milioni di italiani si trovano a fare i conti con la stipsi, un problema che appare e scompare e, in questo periodo, rischia di rovinare anche le vacanze. Se nella stragrande maggioranza dei casi la stipsi viene affrontata con lassativi ed erbe, l’approccio non è quello più corretto.
“Molti pensano che la stipsi sia una patologia unica, ma in realtà è un sintomo con molteplici cause“, ha detto Adolfo Renzi, responsabile dell’Unità Operativa delle Malattie Funzionali dell’Esofago e del Colon-Retto dell’Ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli. Convinto che tendenza di ricorrere a palliativi come i lassativi non faccia altro che prolungare il problema: “In 3 casi su 4 sono inutili o possono addirittura rivelarsi dannosi anche se ‘naturali’”, ha ammonito l’esperto.
L’identikit dei pazienti
Lunghe sedute sul wc, sforzo eccessivo e prolungato, senso di ostruzione, ricorso a manovre manuali o ausili tipo clisteri e supposte. “A soffrirne maggiormente sono le donne di mezza età, magari con una o più gravidanze, che riferiscono un incompleto svuotamento intestinale”, ha spiegato Renzi.
L’esperto segnala due tipi di stipsi: quella da rallentato transito intestinale e quella da difficoltà alla defecazione. Quest’ultima è legata a ostacoli anatomici (come il prolasso rettale, il rettocele, l’intussuscezione rettale, il cistocele e disfunzioni del pavimento pelvico) e per una diagnosi corretta (ma anche soluzioni adeguate) occorre rivolgersi a colon-proctologi.
Cosa fare
Prima di ricorrere ai lassativi, gli esperti sottolineano di intervenire sul fronte della dieta, che deve essere ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi), e innaffiata da almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. Sì poi all’attività fisica regolare. Ma se, nonostante tutto, la stitichezza persiste?
La buona notizia è che esistono trattamenti personalizzati, anche chirurgici, che possono risolvere definitivamente il problema. “Ad esempio, nei casi di ‘defecazione ostruita’, la causa più frequente di stipsi nelle donne, è possibile oggi ricorrere a un nuove tipologie di intervento, che variano a secondo della causa del blocco”, ha detto lo specialista. Si tratta di soluzioni poco dolorose, mini-invasive e che necessitano di pochi giorni di ricovero. Ma che possono fare la differenza.
In ogni caso, meglio evitare di auto-prescriversi lassativi: è sempre meglio parlarne prima con il medico.


