Per turisti e non diventa sempre più difficile trovare in Italia città libere dalla morsa del caldo. Stando al bollettino del ministero della Salute, infatti, oggi sono 20 i centri urbani da bollino rosso: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.
Le previsioni per il fine settimana e il punto del ministro Schillaci
La buona notizia è che domani il drappello delle città bollenti si riduce a 15: Ancona, Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Trieste, Viterbo.
“Dai dati che abbiamo, che sono per il momento parziali, rispetto agli anni precedenti non stiamo notando un’aumentata mortalità” per il caldo estremo che sta interessando l’Italia. Parola del ministro della Salute Orazio Schillaci che, ospite di Unomattina su Rai1, ha parlato dell’ondata di calore che da giorni interessa l’Italia. “Avremo dei dati più certi a partire dai prossimi giorni, però per il momento la situazione è sotto controllo”, riporta Adnkronos Salute.
Intanto però domenica la morsa del caldo dovrebbe allentarsi: le città da bollino rosso diventano sette (Ancona, Bologna, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Pescara), con il primo segno verde da giorni, per la gioia degli abitanti di Venezia.
L’impatto sul lavoro (che diminuisce)
Con queste temperature, lo sappiamo, diventa difficile mantenere la lucidità. Le notti sono difficili, gli spostamenti un incubo e anche il lavoro ne risente. Un nuovo studio condotto da Allianz Trade segnala che le temperature elevate riducono la produttività e incidono in modo significativo sulla crescita economica. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima una perdita del -2,2% delle ore lavorative potenziali globali a causa dello stress da calore.
Ma come quantificare l’effetto caldo? È stato osservato che la capacità di svolgere lavoro fisico cala del 40% con temperature di 32°C e si riduce di due terzi a 38°C. Per questa ragione, a livello europeo, si prevede per il 2025 una perdita del PIL pari -0,5% e dello -0,6% a livello globale. E in Italia? La perdita sarà il doppio, 1,2% mentre in Francia e Germania – complice la posizione geografica – la perdita di Pil sarà dello 0,3% e dello 0,1%.
Insomma, le ondate di calore paralizzano anche l’economia, come afferma Jasmin Gröschl, senior Economist di Allianz. “In generale, le persone lavorano meno. Un giorno con temperature estreme superiori a 32 gradi Celsius equivale all’incirca a mezza giornata di sciopero. Inizialmente questo può essere economicamente gestibile in singoli casi, ma con l’aumento dei cambiamenti climatici, sia la frequenza che l’intensità di tali eventi stanno aumentando. Ondate di calore, siccità e incendi boschivi stanno diventando la ‘nuova normalità’, a cui l’economia deve adattarsi per evitare gravi perdite a lungo termine”.
La buona notizia è che è possibile prepararsi “sia fisicamente che economicamente” a queste emergenze, assicura Gröschl: “A differenza di molti altri disastri naturali, le ondate di calore sono prevedibili”.
Gli esperti della Siti e le misure di prevezione anti-caldo
Un’affermazione in linea con quella degli esperti della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI): occore adottare misure di prevenzione efficaci, sia individuali che collettive. “Esistono strumenti di sorveglianza e allerta sempre più strutturati per prevenire gli effetti sanitari del caldo estremo, amplificato dal cambiamento climatico”, assicurano gli specialisti.
Come si sta muovendo l’Italia? Il ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e i Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, ha istituito i Piani di Prevenzione e i sistemi di allerta caldo, attivi nelle principali aree urbane del Paese. In molte Regioni la gestione integrata dei dati epidemiologici, sociali e sanitari consente di individuare le persone vulnerabili e attivare percorsi personalizzati di supporto. Mentre il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (SiSMG) monitora l’impatto sanitario delle ondate di calore in 55 città italiane, classificando il rischio da Livello 0 a Livello 3.
Tutto bene, allora? Il fatto è che “la risposta alle ondate di calore rischia di rimanere in parte frammentata”, afferma Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI). Particolare attenzione, poi, “va riservata alle persone che vivono da sole: spesso si tratta di soggetti anziani o fragili, che limitano le uscite e i contatti sociali proprio nei periodi più critici, esponendosi inconsapevolmente a un maggiore rischio di disidratazione, isolamento e ritardo nell’attivazione di eventuali soccorsi. Per questo, è fondamentale promuovere reti di vicinato e sorveglianza sociale, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini, del volontariato e dei servizi territoriali”, insiste Di Rosa.
I consigli della Siti per difendersi dal caldo estremo
La Società Italiana d’Igiene (SItI) fornisce alcuni consigli per affrontare il caldo estremo. Sono simili a quelli che abbiamo già riportato, ma in questi giorni possono essere utili:
- Idratarsi frequentemente, anche in assenza di sete. Evitare bevande alcoliche e zuccherate;
- Evitare l’esposizione diretta al sole tra le 11:00 e le 17:00;
- Rinfrescare gli ambienti: utilizzare ventilatori, condizionatori e schermare le finestre nelle ore più calde;
- Indossare abiti leggeri, preferibilmente in tessuti naturali e colori chiari;
- Prestare attenzione alle persone fragili: anziani, bambini, soggetti con patologie croniche, donne in gravidanza;
- Limitare l’attività fisica nelle ore più calde;
- Seguire le indicazioni delle autorità sanitarie, consultando regolarmente i bollettini ufficiali.
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