Tumore: le novità previste dalla legge per i lavoratori malati

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Un segnale importante, ma resta ancora da fare in Italia per la tutela dei lavoratori che si sono trovati a fare ai conti con un tumore. La notizia però è di quelle positive: nei giorni scorsi è stata approvata in Senato la legge che introduce nuove tutele per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche.

Una norma “approvata all’unanimità”, con la quale “si rafforzano i diritti dei malati oncologici”, come ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Il fatto è che oggi sempre più spesso – grazie ai progressi della ricerca – di cancro si guarisce. Ma il percorso di cura è ancora costellato di difficoltà per i lavoratori. E in agguato c’è il fenomeno, odioso, della tossicità finanziaria.

Dunque dopo la legge sull’oblio oncologico, “l’Italia compie un altro deciso passo in avanti a sostegno di chi affronta lunghi e complessi percorsi di cura e di riabilitazione: si mette al centro la salute, assicurando a chi soffre di patologie oncologiche, invalidanti e croniche più sicurezza e stabilità professionale. Oggi diamo un altro segnale di civiltà e umanità”, ha detto il ministro.

Le novità e il giudizio delle associazioni dei malati di tumore

Ma cosa ne pensano i malati di tumore? “Come Federazione italiana delle Organizzazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) – dice a Fortune Italia Elisabetta Iannelli, segretario generale Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia), che per anni si è battuta affinché l’oblio oncologico fosse riconosciuto nel nostro Paese –  accogliamo con senso di responsabilità l’approvazione definitiva al Senato della legge che introduce nuove tutele per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche”.

“Il riconoscimento di un congedo dal lavoro fino a 24 mesi non retribuito e senza contributi previdenziali e il diritto di precedenza al lavoro agile al termine del congedo, la possibilità di sospendere l’attività per i lavoratori autonomi, le 10 ore di permesso retribuito all’anno (sic!) per esami, terapie e visite mediche, rappresentano certamente segnali importanti, che vanno nella direzione giusta”.

Le criticità

Ma c’è un grosso ma. “Non possiamo che esprimere amarezza – puntualizza Iannelli – per un’opportunità non colta. Nonostante le osservazioni presentate da Favo in audizione e gli emendamenti depositati, non sono state accolte misure fondamentali per la tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Nemmeno quelle a costo zero, tra le quali il divieto di lavoro notturno per i pazienti oncologici, l’obbligo per i datori di lavoro di comunicare in anticipo la scadenza del comporto, l’esclusione delle assenze per terapie salvavita dal comporto. Interventi semplici, di buon senso, che avrebbero potuto fare una grande differenza nella vita concreta di questi lavoratori in condizioni di fragilità per motivi di salute”.

Insomma questa legge, “pur partendo da buone intenzioni, rappresenta un’occasione mancata di autentico progresso civile – dice Iannelli – Ci auguriamo che in futuro si intervenga per colmare queste lacune e restituire dignità e protezione a chi affronta una malattia grave. Favo continuerà a vigilare e a proporre soluzioni concrete, come ha sempre fatto, al fianco dei pazienti”.

Niente più licenziamenti dopo una diagnosi di tumore

Soddisfatta Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e coordinatrice del Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’. “Da questo momento le persone con diagnosi di tumore non rischiano più di essere licenziate. La proposta di legge sul comporto è legge e d’ora in avanti garantirà la conservazione del posto di lavoro e la retribuzione dei permessi per esami e cure mediche a tutti quei lavoratori e lavoratrici affetti da una malattia oncologica, invalidante e cronica”.

“Niente più licenziamenti, cui tristemente abbiamo assistito impotenti negli scorsi anni; posto di lavoro garantito; incremento di 10 ore di permessi retribuiti per tutti i pazienti fragili con patologia oncologica invalidante che richiede visite ed esami serrati, per cui le 18 ore annue disponibili diventano 28”, conclude Mancuso.

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