La pelle ci parla. Dal colore, alle macchie, fino alle rughe: alla scoperta di indizi preziosi per intercettare diversi problemi di salute.
A volte nemmeno ci pensiamo. Ma, forse, sarebbe importante tornare indietro nel tempo, quando ancora non esistevano test del sangue accurati, esami radiologici finissimi e altre opportunità di valutare il benessere dell’organismo. Allora il medico si affidava sostanzialmente ai suoi sensi. E la pelle, con gli annessi cutanei come unghie e capelli, diventava lo ‘specchio’ della salute.
E allora per un attimo (e solo per gioco) proviamo a viaggiare nella macchina del tempo. E tentiamo di osservare quante e quali indicazioni sul nostro stato di salute possono giungere dal solo esame della pelle, a partire dal colore roseo che indica il benessere, per arrivare fino al giallastro che può segnalare una sofferenza epatica o altri problemi legati alla bilirubina circolante, oppure al grigio che può indicare patologie come l’emocromatosi. Procediamo con calma, in questa sorta di semeiotica dermatologica, per scoprire tanti aspetti interessanti.
Dagli ‘spider nevi’ alle ‘unghie a vetrino di orologio’
Ad esempio la comparsa di dilatazioni capillari a forma di ragnetto che appaiono sotto la pressione del dito: sono quelli che tecnicamente vengono chiamati “spider nevi” e possono indicare la sofferenza del fegato. Allo stesso modo, ci vuole attenzione ai reticoli venosi che eventualmente si possono formare per la dilatazione di questi vasi. Ecco, se compaiono in aree in cui prima non erano visibili, possono segnalare la presenza di problemi della circolazione e indicare l’apertura di circoli collaterali (nuove vie) per il passaggio del sangue.
Ancora: se ovviamente non si tratta di smagliature, ben più frequenti, fate attenzione alla comparsa di strie di colore rossastro sull’addome che possono anche indicare, in particolari condizioni, una patologia chiamata malattia di Cushing. “Se le strie sono particolarmente bianche e il rosa che dovrebbe essere il colore sottostante si percepisce solamente nelle aree laterali, forse potreste soffrire di anemia”, segnala Francesco Dentali, direttore del Dipartimento di Area Medica, Asst Sette Laghi di Varese e presidente Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti).
“Allo stesso modo, fate attenzione alle unghie se siete fumatori o avete spesso tosse con catarro. Se sono molto ricurve, quasi arrotondate e tendono ad ‘allargarsi’ ricoprendo anche la punta dei polpastrelli, che spesso appare violacea, potreste avere qualche problema nell’ossigenazione del sangue”.
Questa particolare conformazione è tipica delle unghie a vetrino d’orologio, caratteristica delle persone che hanno una scarsa ossigenazione ematica, quasi sempre legata a problematiche respiratorie, come ad esempio le broncopneumopatie croniche ostruttive. A rischio sono soprattutto le persone che fumano per molti anni e magari hanno sviluppato nel tempo i classici sintomi della bronchite cronica, come ad esempio la tosse e il catarro denso e difficile da eliminare.
I segni che la pelle ci manda
L’elenco di segni che possono giungere dalla pelle e indicare potenziali sofferenze di organi interni, insomma, è davvero lungo.
E si allarga addirittura alla salute cardiovascolare, con il volto che diventa davvero lo specchio del rischio per cuore e vasi.
Se non ci credete, andate a rileggervi lo studio di qualche tempo fa condotto da esperti danesi guidati da Anne Tybjaerg-Hansen, docente di Biochimica clinica all’ateneo di Copenhagen presentato al Congresso dell’American Heart Association. Stando alla ricerca, quattro sono le ‘spie’ che possono indicare un maggior rischio per le arterie coronariche e quindi per il cuore.
Prima di tutto occhio alla calvizie e alle stempiature: purtroppo su questo fronte è la genetica a condannare molti uomini, ma comunque è un segnale da non sottovalutare.
A seguire sono altre due le caratteristiche da tenere presenti: la presenza di rughe, in particolare ai lobi auricolari, e gli xantelasmi, ovvero quei depositi di grasso che si formano sulle palpebre, creando piccole e antiestetiche macchie in corrispondenza degli occhi.
In presenza di queste situazioni, negli over 65, è il caso di prestare ancor più attenzione al rischio cardiovascolare. La ricerca ha seguito per quasi trentacinque anni quasi 11.000 persone con più di quarant’anni, entrati nello studio verso la fine degli anni ’70, per poi fare i conti, a distanza di oltre trent’anni, con lo stato di salute di questo campione.
Il viso come specchio del cuore
Col tempo, purtroppo, il viso si è dimostrato sempre più specchio del cuore. In presenza di almeno tre dei segni sovracitati si è avuto il 39% in più di rischio di sviluppare una patologia cardiaca e addirittura il 57% in più di andare incontro a un infarto, ovviamente in confronto ai pari età che non presentavano questi indicatori di invecchiamento.
“L’analisi visiva del volto e, più in generale, del corpo del paziente può effettivamente offrire numerose indicazioni al medico, e non solo per quanto riguarda le patologie cardiovascolari – segnala l’esperto – gli xantelasmi, ad esempio, sono legati ad un accumulo di lipidi sotto la pelle a livello palpebrale o nelle zone circostanti e quindi possono sicuramente richiamare l’attenzione su eventuali eccessi di colesterolo nel sangue. Il tutto, senza generare alcun disturbo. Insomma: in un mondo in cui la tecnologia sta diventando sempre più importante, non dimentichiamoci che una parte non trascurabile delle diagnosi può essere sospettata grazie all’esame obiettivo e pazienti più attenti e informati possono diventare nostri alleati, contribuendo a riconoscere precocemente segnali del corpo, facili da vedere ma spesso sottovalutati”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)


