Zanzare e arbovirosi: una trappola smart le mette ko

zanzare

West Nile virus, dengue, Chikungunya. Queste malattie un tempo tropicali che hanno segnato l’estate italiana hanno un elemento comune: le zanzare. I virus sono trasmessi da insetti infetti e la difesa chiave sta nel prevenire le punture. Ma come liberarsi dal fastidioso vettore senza ‘avvelenare’ l’ambiente, raggiungendo (per tempo) non solo le aree pubbliche, ma anche gli spazi privati, dai balconi ai giardini?

L’idea di una piccola multinazionale nata qualche anno fa dall’ingegno italiano, è semplice e innovativa: una trappola – originariamente sviluppata per uso militare – robusta, portatile e facile da usare, in grado di attrarre le zanzare eliminando non solo gli insetti adulti, ma anche le larve. Il tutto senza impatti dannosi sull’ambiente, come spiega a Fortune Italia Enrico Paolo Levi, founder e Ceo di Inzecto. Risultato? La soluzione, su cui all’inizio ha scommesso il Pentagono, sta conquistano numerosi Paesi, Italia inclusa. Ma facciamo un passo indietro.

Enrico Paolo Levi
Enrico Paolo Levi, Ceo Inzecto

Dall’idea ai prototipi

“Una dozzina di anni fa – ci racconta l’imprenditore – vivevo negli Stati Uniti e lavoravo con dei chimici. Così, guardando il collare anti-pulci dei cani, mi era venuta l’idea di realizzare qualcosa che avesse la capacità di trattenere sostanze insetticide, ma che fosse ‘spalmabile’, per contrastare le zanzare. Cercando su Google ho visto che all’Università della Florida c’era un eccellente dipartimento di Entomologia urbana, così ho preso appuntamento con il professor Phil Koehler (oggi anche responsabile scientifico di Inzecto, ndr) per raccontargli la mia idea”.

Il luminare si è appassionato al progetto e, anche grazie al lavoro di una studentessa thailandese coinvolta in un accordo di scambio fra gli atenei, ha deciso di esplorarlo. Il lavoro di ricerca è partito e i risultati sono arrivati subito. “Dopo una mese e mezzo – continua Levi – mi hanno hanno detto che l’idea stava funzionando. L’ateneo mi ha accordato i risultati in licenza, chiedendo di entrare nella nuova società. A un certo punto la nostra ricerca è stata intercettata dal Pentagono, che ha finanziato la fase successiva del lavoro, con l’obiettivo di avere una soluzione robusta e facilissima da utilizzare per proteggere i soldati in missione”.

Dai prototipi si è passati quindi alla fase di autorizzazione presso le agenzie regolatorie, “un incubo”, sorride Levi. Ma così sono arrivati anche importanti  finanziamenti e nuovi soci. “A quel punto abbiamo iniziato a sviluppare prodotti innovativi contro le zanzare e ora contro le termiti”. Ma come evitare di danneggiare l’ambiente?

Basta un tappo di bottiglia per far proliferare gli insetti

“La maggior parte delle zanzare portatrici delle arbovirosi sono urbane e possono riprodursi nei giardini e nei parchi, in oggetti piccoli come un tappo di bottiglia e poca acqua piovana – ammonisce Levi – Insomma, non basta irrorare i parchi magari di notte per contrastarle in modo efficace (oltretutto queste sono zanzare diurne). C’è poi da dire che questi insetti spesso si nascondono nelle proprietà private, dalle ciotole degli animali ai sottovasi”. Ecco allora che serviva una soluzione innovativa. Ma come funziona la trappola?

Una trappola mortale ma anche irresistibile

“La forma, il colore e l’odore della nostra trappola imitano il sito ideale per la deposizione delle uova, attirando le femmine gravide. All’interno – aggiunge – c’è quella che sembra una bustina di tè con paglia tritata: una volta riempita d’acqua, replica il luogo ideale dove le zanzare depongono le uova”. Il desing si è dimostrato irresistibile: “Nei test abbiamo visto che si riduce fino al 90% il numero di uova messe in contenitori concorrenti”, continua Levi. Insomma, questa  trappola è un magnete per la deposizione.

“All’interno – precisa – c’è un polimero imbevuto di adulticida che uccide la zanzara al contatto, mentre un larvicida impedisce alle uova deposte di maturare. Questo doppio attacco interrompe il ciclo vitale degli insetti, rispettando le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità per evitare di selezionare zanzare resistenti”.

Come si usa la trappola per le zanzare

“Oggi la trappola è registrata in molti Paesi, Italia inclusa. E al momento le richieste arrivano soprattutto dal settore della disinfestazione professionale. L’anno prossimo ci apriremo al settore dei privati”, dice il Ceo della piccola multinazionale (che ha un impianto produttivo in Polonia e oggi conta poco più di 20 dipendenti).

Il pericolo non finisce con l’estate

“La trappola può funzionare per mesi. Richiede solo una piccola quantità d’acqua, un’installazione minima e nessuna manipolazione diretta di insetticidi. Attenzione: settembre è un mese ‘caldo’ per queste malattie, ma le insidie non finiscono in estate. Non a caso per le nostre trappole abbiamo una strategia over winter. Tipicamente le società che fanno disinfestazione si interrompono dopo ottobre. Ma le zanzare ancore attive a novembre sono quelle che depongono uova che si schiuderanno nella primavera successiva. Noi – conclude – suggeriamo di mettere le trappole alla fine del periodo dei trattamenti, perché diventeranno dei magneti per le ultime zanzare, interrompendo così il ciclo di vita di questi insetti”. E bloccando la diffusione delle arbovirosi.

Una soluzione smart e One Health, frutto dell’alleanza fra ingegno italiano e statuinitense.

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