Un pericolo invisibile si nasconde nell’aria, nell’acqua e negli alimenti. E insidia la salute dei bambini: sono le microplastiche. Ad accendere i riflettori sul problema sono stati i pediatri della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri, affiliata alla Società Italiana di Pediatria), riuniti a Verona per il congresso nazionale. Gli esperti lanciano un appello per ridurre l’esposizione quotidiana ai ‘nemici invisibili’ dentro e fuori casa.
Bambini e ambiente: l’impatto degli inquinanti
A parlare sono i numeri: un bambino italiano su quattro soffre di bronchite asmatica, circa 1 su 3 manifesta rinite allergica, 1 su 10 è affetto da asma. Come sottolinea la presidente Simri Stefania La Grutta “l’inquinamento, il cambiamento climatico, la presenza di sostanze tossiche come Pfas, ftalati, e microplastiche influiscono sullo sviluppo polmonare sin dai primi giorni di vita”.
E questo perché, con un sistema respiratorio in via di sviluppo, assorbono più inquinanti per chilo di peso corporeo, hanno una capacità limitata di termoregolazione e una maggiore sensibilità alle infezioni. C’è poi il fatto che, fin da piccoli, esplorano il mondo con la bocca e le mani, ‘intercettando’ senza volere i ‘veleni’ che si trovano nell’aria, nei giocattoli, nei tessuti o nei materiali domestici.
Che cosa sono le microplastiche
Si tratta di minuscole particelle di plastica dal diametro inferiore a 5 mm per le microplastiche e a 1 micron per le nanoplastiche, in genere invisibili a occhio nudo, che hanno invaso ogni angolo del pianeta, comprese le acque di fiumi e oceani. Nel corso degli anni gli scienziati le hanno ritrovate nel latte materno, nel liquido seminale, nelle bustine di tè e persino nelle arterie: le microplastiche sono pervasive, e il sospetto è che l’impatto sulla salute umana sia sottostimato.
Dove si nascondono le microplastiche
Contenitori per cibi e bevande, tessuti sintetici, giocattoli, cosmetici e perfino la polvere di casa. Invisibili all’occhio umano, le microplastiche sono “capaci di infiltrarsi ovunque: nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo, persino nel nostro stesso corpo”, scandisce Giacomo Toffol, pediatra di famiglia, Ulss 2 Veneto.
E in effetti i risultati della ricerca sono sconcertanti: queste sostanze sono state ritrovate in sangue, polmoni e placenta, e rischiano di impattare sullo sviluppo del feto.
“Queste particelle possono veicolare sostanze tossiche come ftalati, Pfas e metalli pesanti. Interferiscono con il sistema endocrino, aumentano il rischio di malattie infiammatorie e hanno effetti sulla funzione cognitiva e sul metabolismo. Per ridurre i rischi per la salute è indispensabile ridurre l’utilizzo delle sostanze plastiche”, dice Toffol.
Il pericolo in casa
Proprio pensando alle microplastiche, faremmo male a trascurare la sicurezza dell’aria che respiriamo in casa. Come ricorda Giovanni Viegi, pneumologo ed epidemiologo degli Istituti di Fisiologia Clinica di Pisa e di Farmacologia Traslazionale di Palermo del Cnr “trascorriamo il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi, e i bambini ancora di più”.
Le insidie domestiche sono tante e spesso vengono sottovalutate. Ma “con semplici accorgimenti quotidiani – assicura Vieni – possiamo ridurre i rischi” per adulti e bambini.
In che modo? Gli esperti suggeriscono di arieggiare spesso le stanze, usare la cappa in cucina, evitare prodotti aggressivi per uso domestico.


