Una doppia aggressione nell’arco di pochi giorni in Puglia, ai danni degli operatori e di due mezzi del 118. Nei giorni scorsi due ragazzi hanno tentato di dare fuoco a un’ambulanza del servizio di emergenza territoriale di Foggia.
Qualche giorno prima il 118 cittadino era intervenuto per soccorrere una donna affetta da tumore in arresto cardiaco. La morte della paziente aveva dato il via all’incubo per gli operatori: infermiere e autisti-soccorritori sono stati offesi, minacciati di morte, colpiti dal lancio di oggetti, presi a calci. Anche il mezzo è stato pesantemente vandalizzato. “Episodi gravissimi, per cui chiediamo l’applicazione più immediata delle misure previste dalla legge”, dice a Fortune Italia il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli.
Nel primo episodio a scatenare la rabbia dei parenti sarebbe stata l’assenza del medico a bordo del mezzo di soccorso. Un tema caro alla Sis 118: “La presenza del medico di emergenza territoriale su tutti gli scenari più critici del soccorso deve essere garantita, senza se e senza ma, intanto ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, prima ancora che delle normative ministeriali, degli studi internazionali e della nostra esperienza pluridecennale.
Caldo: +25% richieste di soccorso al 118 rispetto al 2023, è record
Solo nel 2024 sono state oltre 18mila le segnalazioni di aggressioni a operatori sanitari in Italia ai danni di 22mila operatori coinvolti. Infermieri, medici di pronto soccorso, psichiatri, professionisti del 118, farmacisti, persino veterinari.
Violenza contro gli operatori della sanità, i numeri in Italia
“Chiediamoal Governo di affrontare con assoluta urgenza la mancanza dei medici del 118 nei vari territori regionali. Alla fine,
chi paga sulla propria pelle questa amnesia istituzionale, come accaduto a Foggia, siamo noi operatori sul campo”, chiosa Balzanelli.

