Disturbi alimentari, l’Iss avvia un progetto nazionale per mappare il fenomeno

disturbi alimentari

In Italia i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono sempre più diffusi, ma non esistono ancora dati nazionali precisi sulla loro prevalenza. Le informazioni disponibili indicano un aumento dei casi negli ultimi anni e difficoltà di accesso alle cure in alcune aree del Paese. Per colmare questa lacuna l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha avviato un nuovo progetto di monitoraggio epidemiologico, annunciato in occasione della Giornata del fiocchetto lilla del 15 marzo, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari.

Un sistema per raccogliere dati su tutto il territorio

Il progetto punta a costruire una base informativa nazionale capace di fotografare con maggiore precisione il fenomeno. L’iniziativa coinvolge, tra gli altri, le Regioni Emilia-Romagna, Marche e Puglia e si realizza con il supporto del Ministero della Salute.

Il sistema utilizzerà una piattaforma già attiva dell’Iss dedicata al monitoraggio dei servizi presenti sul territorio. Attraverso questa rete verranno raccolti dati provenienti da diverse fonti: ricoveri ospedalieri, accessi al pronto soccorso, prestazioni territoriali e semiresidenziali, oltre alle informazioni sulla mortalità e sui tentativi di suicidio.

L’analisi dei flussi informativi consentirà di individuare eventuali criticità nei percorsi assistenziali e di migliorare l’organizzazione dei servizi.

L’obiettivo: intercettare prima i disturbi alimentari

Secondo Rocco Bellantone, presidente dell’Iss, il progetto rappresenta un passo necessario per comprendere meglio la dimensione del problema.

“L’Istituto superiore di sanità vuole avviare un’azione concreta per dare una dimensione reale ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, spiega. “Questo monitoraggio ci permetterà di individuare prima i casi e di garantire una presa in carico multidisciplinare stabile”.

Anche Maria Luisa Scattoni, referente del progetto per l’Iss, sottolinea l’importanza di costruire un sistema di osservazione permanente. L’obiettivo è raccogliere dati aggiornati su tutte le fasce d’età e su tutti i livelli dell’assistenza sanitaria, così da orientare meglio le politiche sanitarie e i percorsi di cura.

Oltre duecento strutture dedicate

La piattaforma nazionale dell’Iss ha già censito 232 strutture dedicate ai disturbi alimentari. Tra queste figurano 176 centri di cura e 56 associazioni attive sul territorio.

La maggior parte dei centri fa riferimento al Servizio sanitario nazionale, mentre una quota minore appartiene al sistema privato accreditato.

La distribuzione geografica mostra una maggiore presenza nel Nord Italia, ma servizi specifici sono presenti anche nel Centro e nel Sud.

Un lavoro di équipe

Nei centri operano 2.091 professionisti tra medici, psicologi, nutrizionisti e altri specialisti. L’assistenza si basa su un approccio multidisciplinare che combina interventi psicoterapeutici, nutrizionali e farmacologici.

Molti servizi offrono anche attività di supporto alle famiglie, gruppi di auto-aiuto e programmi di prevenzione. Alcune strutture prevedono inoltre percorsi scolastici ospedalieri o domiciliari per i pazienti più giovani.

Secondo gli esperti, migliorare la conoscenza del fenomeno rappresenta il primo passo per rafforzare la rete assistenziale e garantire una presa in carico più tempestiva delle persone con disturbi alimentari.

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