Longevità: il problema degli Stati Uniti e il ruolo della ricchezza

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Ricchezza non sempre fa rima con longevità, almeno negli Stati Uniti. Gli americani muoiono prima degli europei, e i ricchi non fanno eccezione. In un nuovo studio i ricercatori della Brown University hanno analizzato i tassi di longevità e la ricchezza degli anziani negli Stati Uniti e in Europa nell’arco di 12 anni.

Così hanno scoperto che il tasso di longevità degli americani era inferiore a quello degli europei in tutte le fasce di ricchezza. I più benestanti nell’Europa settentrionale e occidentale avevano un tasso di mortalità inferiore di circa il 35% rispetto agli  americani più ricchi.

“Qualunque cosa stia accadendo con la mortalità negli Stati Uniti e con le riduzioni che vediamo nell’aspettativa di vita, non riguarda solo gli americani più poveri”, dice a Fortune Irene Papanicolas, autrice principale dello studio e professoressa presso la Brown School of Public Health. “C’è qualcosa di sistemico che colpisce ogni americano”.

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I risultati della ricerca su longevità e ricchezza

Nello studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, i ricercatori hanno utilizzato dati di oltre 73.000 adulti tra 50 e 85 anni negli Stati Uniti e in 16 Paesi europei.

Nonostante il privilegio socioeconomico, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di sopravvivenza della fascia più ricca di americani “era statisticamente equivalente al quartile più povero nell’Europa settentrionale e occidentale”, afferma Papanicolas.

Papanicolas ipotizza che diversi Paesi europei esaminati, come Germania, Paesi Bassi e Svizzera, spendano molto in assistenza sanitaria affrontando i determinanti sociali che esacerbano il divario tra salute e ricchezza in modo più efficace rispetto agli Stati Uniti.

La ricchezza equivale comunque a una salute migliore

Nonostante la discrepanza rilevata negli Stati Uniti, in generale lo studio sottolinea che la ricchezza ha un impatto sulla salute. I più ricchi hanno tassi di sopravvivenza migliori rispetto ai più poveri, spiegati dalla capacità di pagare le spese sanitarie di tasca propria, situazioni di vita più sicure e un’istruzione che fornisce alfabetizzazione sanitaria, afferma Papanicolas.

Ma lo studio mostra anche che il divario sanitario tra i più ricchi e i più poveri in America è più netto. Gli americani più poveri avevano i tassi di sopravvivenza più bassi di tutti i partecipanti allo studio.

“Una maggiore disuguaglianza potrebbe rendere inaccessibile molto di quello di cui abbiamo bisogno per una vita sana”, afferma la ricercatrice. “Per un Paese che spende così tanto, dovremmo davvero fare di più”. Un mix di cultura, politica e ambiente parrebbe influenzare quanto la ricchezza influisca sulla salute e sulla longevità.

“In tutti i quartili di ricchezza [in Europa], le persone avevano maggiori probabilità di avere un’istruzione universitaria rispetto agli Stati Uniti, dove questa era molto più concentrata tra i più ricchi. Anche” in abitudini “come il fumo, abbiamo visto un gradiente sociale minore rispetto a quello degli Stati Uniti”, afferma Papanicolas.

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Negli Stati Uniti, i decessi dovuti ad armi da fuoco, alcol e suicidio, sono stati più alti rispetto ad altri Paesi ricchi.

Non solo: le malattie cardiache sono un fattore di rischio significativo per la mortalità precoce e affliggono anche gli Stati Uniti in modo più drammatico rispetto ad altri Paesi ad alto reddito. “Dobbiamo pensare alla diagnosi e al trattamento e assicurarci che tutti abbiano accesso a farmaci e siano in grado di prevenire i fattori di rischio che possono portare a morti per malattie cardiache”, rileva la ricercatrice.

Infine rispetto agli Stati Uniti, Papanicolas afferma che i Paesi europei “investono in uno stato sociale più solido, che protegge dallo stress di perdere il lavoro”.

Un altro segnale di uno stato sociale più debole: gli Stati Uniti sono scesi al loro livello più basso nell’annuale World Happiness Report il mese scorso. “Tutti questi fattori hanno un ruolo nella popolazione, non solo nel breve termine, ma soprattutto nel lungo termine”, afferma Papanicolas.

Lo studio indica una priorità urgente: una strategia di sanità pubblica con l’obiettivo di un accesso equo all’invecchiamento sano, e questo proprio mentre l’amministrazione Trump sta smantellando le agenzie sanitarie incaricate di offrire servizi agli anziani, dall’assistenza sanitaria mentale all’accesso al cibo sano. “Guardate ad altri Paesi per capire cosa fanno, perché è possibile ottenere una sopravvivenza migliore con meno”, afferma Papanicolas.

L’articolo completo è su Fortune.com

FOTO: WESTEND61—GETTY IMAGES

Poste Italiane Dic 25

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