Silver economy: l’età d’oro di un settore da 500 mld di euro

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Silver economy, se fosse uno Stato sarebbe al terzo posto tra le economie mondiali. Trasformare le criticità demografiche in punti di forza.

Lo farò quando andrò in pensione. In quanti l’hanno pensato? Ma se le giovani generazioni la pensione tutt’al più possono sognarla, c’è un popolo dalle tempie grigie che ha lavorato, risparmiato e ora spende. Per viaggiare, mangiare bene, godersi un concerto o una mostra, concedersi un trattamento anti-age o un soggiorno alle terme, ma anche sfoggiare un orologio prezioso, una borsa a lungo sognata, un gioiello per celebrare una ricorrenza. La vita è adesso per gli esponenti della Silver economy, che possono contare anche sui progressi di chirurgia e protesi per superare gli acciacchi invecchiando con stile e, possibilmente, in salute.

Parliamo di “un’intera economia trasversale che interessa tutti i settori: consumi e alimentazione, risparmi, finanza e assicurazioni, edilizia, nuove tecnologie e gerontechnology, salute ed e-health, senza dimenticare comunicazioni, sport, tempo libero e viaggi. Un’economia le cui potenzialità fino a oggi sono state sottovalutate, ma che la Commissione europea stima possa generare un Pil pari a oltre 2.368 miliardi di euro e oltre 37 milioni di posti di lavoro”, scrive Claudio Lucifora, professore di Economia politica all’Università Cattolica del Sacro Cuore, responsabile scientifico del progetto Pnrr Age-It 8 ‘Invecchiare bene in una società che invecchia’, nella sua analisi su ‘Vita e Pensiero’.

Silver economy: ecco su cosa investono i nuovi anziani

D’altronde, se la Silver economy fosse uno Stato sovrano, si collocherebbe al terzo posto tra le economie mondiali, dopo Stati Uniti e Cina. Insomma, siamo nell’età dell’oro dell’economia d’argento. Ma vediamo ancora qualche numero.

Un pianeta che invecchia

Nel 2050, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, il numero di anziani supererà i 2 miliardi: gli over 60 saranno il doppio rispetto alla popolazione con meno di 5 anni. “Nascono sempre meno bambini e – ricorda Lucifora – le persone vivono sempre più a lungo”.

Così gli investimenti globali legati alla popolazione over 50 raggiungeranno tra i 20 e i 25mila miliardi di dollari entro il decennio, stando a ‘The Longevity Economy Outlook’, rapporto del think tank Oxford Economics e Aarp.

Se negli Stati Uniti il trend dell’Healthy Ageing dilaga, da noi si preferisce parlare di invecchiamento in salute. Una battaglia contro l’effetto degli anni che si combatte anche nei laboratori, a suon di terapie geniche, medicina rigenerativa e farmaci senolitici: sono attesi oltre 100 miliardi di investimenti in R&S nella filiera della longevity biotech entro il 2030, stando sempre a The Longevity Economy Outlook.

La vecchiaia non è una malattia, ma predispone a molti malanni. Così non deve stupire troppo che il mercato globale dei farmaci anti-invecchiamento in senso ampio – dai cosmetici, agli integratori, fino ai farmaci specifici per patologie croniche – sia stimato oltre i 120-150 miliardi di dollari entro il 2030, con tassi di crescita annuali tra il 5% e l’8%.

Terra di tempie grigie

L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo: già oggi la quota di over 65 supera quella dei più giovani, e per ogni 100 persone in età lavorativa (15-64 anni) ci sono 38 anziani a carico.

Questo valore crescerà fino a 63 entro il 2050, mentre la popolazione attiva (15-64 anni) diminuirà dal 63,5% del 2024 al 54,4% del 2050, si legge in ‘Scenario Longevità’. Rapporto 2024” del Silver Economy Network.

In Italia l’età media è passata da 41,9 anni nel 2002 a 46,6 nel 2023, quasi 5 anni in più nel giro di circa un ventennio, mentre la speranza di vita alla nascita è cresciuta da 80 a 83,1 anni nello stesso periodo.

Anche la speranza di vita in buona salute alla nascita è aumentata, dai 56,4 anni nel 2009 a 59,2 nel 2023. E nel 2050 un italiano su 3 avrà più di 65 anni. È il momento di pensare alla domanda di cure e salute, alle esigenze di mobilità, alla qualità della vita e al benessere dei senior.

“Se la lettura delle previsioni e degli indici strutturali dell’Istat non lascia molti margini di manovra circa le prospettive di (de)crescita della popolazione e sull’aumento degli anziani, restano tuttavia da esplorare le implicazioni per l’economia del nostro Paese, considerando la possibilità di trasformare le varie criticità in punti di forza”, suggerisce Lucifora, invitando a “guardare alla Silver economy con occhi nuovi, considerandola un’opportunità di un mercato che, secondo i dati della Commissione Ue, cresce al ritmo del 5% l’anno”.

Silver economy e Pil

Parlare di invecchiamento della popolazione, quindi, non è solo una questione di numeri e indici di vecchiaia. Nei fatti, una fetta così importante – composta da soggetti che condividono scelte, bisogni e aspettative, che godono di una solida condizione economica e che hanno capacità di spesa superiori a quelle di altri gruppi sociali – determina un indotto economico che occupa un posto di rilievo per l’economia nazionale.

“Un recente studio di Itinerari Previdenziali ha stimato che il Pil generato dalla Silver economy nel nostro Paese per i prossimi anni potrebbe oscillare tra i 325 e i 500 miliardi di euro: vale a dire una quota pari al 20-30% del Pil nazionale.

Tenendo presente che la spesa pensionistica ha ormai superato la soglia di 330 miliardi di euro, e cioè circa il 35% della spesa pubblica (Mef 2023), appare evidente come le dimensioni della Silver economy, anche in termini di trasferimenti dello Stato, costituiscano una quota rilevante della ricchezza nazionale”, continua lo studioso della Cattolica.

E le assicurazioni? Nel settore, soprattutto grazie alle nuove tecnologie, “si sta sviluppando – dice Lucifora – una vera e propria rivoluzione che consente di personalizzare le tradizionali polizze sanitarie e polizze vita ricorrendo a tecnologie wearable, cioè indossabili, da parte degli assicurati. Le compagnie sono così in grado di offrire incentivi finanziari ai clienti più virtuosi che, adottando stili di vita più sani, consentono un abbattimento dei costi per l’assicuratore”.

Longevità: due giorni a Milano dedicati ai trend della silver economy

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia dell’aprile 2025 (numero 3, anno 8)

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