Conto alla rovescia per la Maturità 2025. Gli studenti italiani dovranno affrontare due prove scritte a carattere nazionale (la terza è solo per gli indirizzi in cui è prevista) e un colloquio multidisciplinare. Si parte il 18 giugno con il primo scritto, e molti dei 524.415 studenti stanno facendo i conti con l’ansia da Maturità.
Come evitare di farsi schiacciare? Forse aiuta capire che il nemico, in realtà, si nasconde dentro di noi. È il sabotatore interno, come spiega la psicologa Antonella Elena Rossi, analizzando con Fortune Italia trappole e sfide per gli studenti.
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Gen Z e Maturità
“Quello di Maturità è il primo grande esame per i ragazzi di questa generazione: ci sono stati gli anni di Covid, che in molti casi hanno significato una Terza media da remoto. Questo è un momento di passaggio importante ed è normale che ‘pesi'”, dice la psicologa.
“Dall’essere adolescenti all’interno di un percorso definito, i ragazzi diventeranno giovani adulti che affronteranno l’università, dove li aspetta un percorso più fluido, nel corso del quale dovranno sperimentare l’autodisciplina. Insomma, l‘ansia da Maturità c’è ed è più forte nelle nuove generazioni: le precedenti erano più abituate alla frustrazione e a superare prove anche perchè avevano genitori più normativi”.
Cosa dire ai propri figli
Compito dei genitori, allora, è spiegare “che è normale essere in ansia per una prova percepita come decisiva. Ma quando l’ansia diventa eccessiva – avverte l’esperta – subentrano confusione mentale, perfezionismo e paura del giudizio. Possono manifestarsi tachicardia, nausea e insonnia: ma chi ha davvero dormito bene la notte prima degli esami?”, continua Rossi.
Come difendersi dall’ansia da Maturità
Quello che è davvero importante, raccomanda l’esperta, è difendersi dall’auto-sabotaggio. “Il nostro giudice interiore si scatena e ci dice che andrà male. Invece smettiamola di pensare al fallimento. Come per tutti gli esami conta la preparazione, ma anche la paura di sbagliare. Ricordiamo allora che si tratta di un esame, non è la vita. Riformuliamo la frase che ci autoboicotta: ‘non ce la farò’ deve diventare ‘sto facendo il massimo, un passo per volta’”.
Anche l’organizzazione negli ultimi giorni di studio è importante, ricorda la psicologa. “Dividiamo il lavoro e non concentriamo tutto all’ultimo: si va in sovraccarico mentale e l’ansia aumenta. Anche evitare lo studio per paura di fallire fa male e regala sensi di colpa. No all’abuso di caffeina ed energy drink, perchè portano insonnia, tachicardia e l’ansia peggiora. Attenzione ai compagni più ansiosi di noi, mentre studiare in gruppo – assicura la psicologs – è la mossa più utile perchè in questo modo ricordiamo meglio e digeriamo e informazioni. La memoria in questo modo sedimenta e poi d’incanto, quando siamo di fronte all’esaminatore, viene fuori tutto”.
No ai pensieri catastrofici
Rossi raccomanda ai maturandi qualche accorgimento: “Bisogna mangiare bene, dormire bene e concedersi delle pause per camminare. Soprattutto, non alimentiamo i pensieri catastrofici. No anche al confronto via social e agli stimolanti eccessivi: meglio una mente lucida che iperattiva. Altro suggerimento: fare delle pause frequenti, idratando il cervello e bevendo molto. Infine – conclude Rossi – abbiate fiducia in tutto quello che avete fatto in questi anni”.
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