Niente cioccolato, grazie. Chi ha un figlio o una figlia adolescente se lo sarà sentito dire, trasecolando. Perchè in effetti ancora oggi fra i giovanissimi circola la diceria che mette sotto accusa il cioccolato, responsabile di favorire la comparsa di brufoli sul viso. Ma è davvero così?
Per golosi e appassionati di cacao e affini, a fare chiarezza una volta per tutte sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici). Ebbene: a far venire l’acne non è il cioccolato in sé, ma potrebbe contribuire l’assunzione eccessiva di alimenti ricchi di grassi e zuccheri.
L’acne: cosa favorisce questo disturbo
Facciamo un passo indietro. L’acne volgare è una condizione infiammatoria cronica della pelle molto comune soprattutto tra gli adolescenti, ma che può colpire anche gli adulti. La sua insorgenza dipende da molti fattori, di natura sia genetica sia ambientale, dicono i medici anti-bufale. Oltre alla familiarità, è importante il ruolo degli ormoni, soprattutto androgeni, che aumentano la produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.
Questo materiale può ostruire i pori cutanei, formando punti neri che a loro volta si possono infiammare e infettare portando alle varie manifestazioni, più o meno gravi, dell’acne.
L’importanza degli ormoni nell’innescare il processo spiega la maggiore frequenza di questo fenomeno in caso di ovaio policistico, durante la pubertà e in altre fasi particolari della vita, come i primi mesi di gravidanza e i giorni che precedono le mestruazioni.
Farmaci, cosmetici e inquinamento
Ma attenzione: anche alcuni farmaci, così come alcuni cosmetici, l’inquinamento e il fumo possono contribuire all’insorgenza dell’acne. E lo stress? “Situazioni di stress ed eccessi alimentari sembra siano in grado di peggiorare la situazione, ma non di indurla senza il concorso dei fattori appena citati”, assicurano.
Assolta anche la scarsa igiene: anzi, lavarsi il viso più volte al giorno con prodotti aggressivi potrebbe aggravare le condizioni della pelle. “La pulizia del viso che elimina brufoli e punti neri deve essere eseguita con gli strumenti adatti, da persone competenti”.
Cioccolato assolto, e allora il salame?
Ma c’è di più. “Allo stato attuale delle conoscenze si ritiene improbabile che un singolo alimento – che sia cioccolato, salame, latte o altri prodotti caseari – possa di per sé essere considerato responsabile dell’acne. È possibile piuttosto che un’alimentazione costantemente ricca di grassi e zuccheri aumenti il livello di infiammazione dell’organismo, e che ciò si rifletta anche a livello cutaneo. Oppure che un’alimentazione sbilanciata favorisca l’acne tramite un altro ormone, l’insulina, liberato nel sangue in risposta ai picchi di glicemia provocati da cibi ad alto indice glicemico”.
Insomma, nel mirino c’è ancora una volta l’eccesso di grassi e zuccheri. A suggerirlo anche gli studi condotti in alcune popolazioni indigene del Sudamerica e dell’Indonesia: non ci sono stati casi di acne fino a quando anche questi popoli non hanno adottato abitudini più ‘occidentali’.
Forse è utile concludere con una ricerca di qualche tempo fa, condotta da studiosi dell’Università di Harvard su 7.841 persone di 65 anni seguite per cinque anni: chi mangiava cioccolato tre volte al mese viveva più a lungo – con un rischio di mortalità inferiore del 36% – rispetto a chi lo evitava.


