Attenzione: ecco gli sport che aiutano davvero ad affinarla

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Nell’era dei social network, con migliaia di reel accattivanti e contenuti ‘su misura’ sempre disponibili sulle varie piattaforme, la capacità di concentrarsi sembra ridursi progressivamente, mentre l’attenzione vale letteralmente oro. Ebbene, una soluzione per potenziare questa capacità può arrivare da dove non ti aspetti. Un nuovo studio, guidato da un team di ricercatori di Milano-Bicocca, ha infatti dimostrato come l’attenzione selettiva sia migliore negli atleti che praticano sport d’invasione.

Insomma le discipline come il basket, la pallanuoto o il rugby aiuterebbero a potenziare l’attenzione. Pensiamoci: anche solo distinguere rapidamente le maglie degli avversari è molto importante negli sport in cui il campo di gioco è unico e le squadre si mescolano. Ma la buona notizia è che questa abilità si può allenare. Parola di Luisa Girelli, Simona Perrone, Simone Mattavelli e Marco Petilli dell’Università di Milano-Bicocca, che hanno firmato un nuovo studio insieme a Luca Bovolon (Università di Chieti e Pescara) e Carlotta Lega (Università di Pavia) su “Psychology of Sport and Exercise”.

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Due esperimenti e le diverse capacità di attenzione

I ricercatori hanno proposto agli atleti due esperimenti per capire come gli sport d’invasione influenzassero due componenti dell’attenzione selettiva rispetto a quelli non d’invasione (dove una rete divide il campo e le squadre non condividono lo spazio di gioco). Al centro della ricerca, in particolare, l’attenzione basata sulle caratteristiche visive e quella spaziale.

Nel primo esperimento, 20 atleti di basket e 20 partecipanti di controllo, equamente suddivisi per sesso, hanno completato due compiti per valutare le diverse capacità nelle due componenti in esame. Come racconta Luca Bovolon, “gli atleti di sport di invasione mostrano una maggiore capacità di attenzione basata sulle caratteristiche visive, mentre non sono state riscontrate differenze significative nel compito che valuta l’attenzione spaziale”.

Che cosa significa? Secondo i ricercatori l’idea è che l’allenamento fornito dagli sport di invasione possa tradursi in un potenziamento specifico dell’attenzione basata sulle caratteristiche visive. Come dire che il colpo d’occhio si affina sul campo.

Lo sport fa la differenza

Per capire se l’effetto fosse legato al tipo di sport, lo studio è stato ripetuto coivolgendo questa volta 22 giocatrici di pallavolo (sport non d’invasione) e 23 partecipanti di controllo. I risultati non hanno mostrato differenze, rafforzando l’ipotesi che le richieste cognitive tipiche delle discipline di invasione aiutino gli atleti a perfezionare le capacità di attenzione selettiva.

Insomma, non è solo una questione di muscoli: fare sport in modo intensivo “è uno dei migliori allenamenti per le nostre funzioni cognitive. Gli sport d’invasione vincono sugli altri per un effetto specifico sull’attenzione selettiva basata su caratteristiche visive”, dice Luisa Girelli, docente di Neuropsicologia e neuroscienze cognitive dell’Università di Milano-Bicocca. Una buona notizia, considerati i continui allarmi sulla ridotta capacità di attenzione delle giovani generazioni e la rivoluzione dell’AI. Magari questa ricerca potrebbe essere utile per pianificare offerte ‘su misura’ in tema di sport a scuola.

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