Vaccini e Nitag: dal caso al caos, gli ultimi sviluppi

vaccini

Tutti contro tutti: ancora una volta i vaccini si confermano terreno di scontro politico. Dopo l’azzeramento con decreto del Nitag (il Gruppo di supporto tecnico al ministero della Salute per le decisioni relative alle politiche vaccinali, al cui interno interno però figuravano due figure note per posizioni anti-vacciniste e pro omeopatia), a finire nel mirino dei social è lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci. Che, stando ai retroscena raccolti dalla stampa, avrebbe scontentato illustri rappresentanti del Governo.

Le parole del ministro

Eppure Schillaci aveva chiamato in causa la scienza e lo spirito di servizio, spiegando in un nota la sua decisione: “La tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore. Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell’esclusivo interesse dei cittadini”. In particolare, recitava la nota, “si ritiene necessario avviare un nuovo procedimento di nomina dei componenti del Nitag per coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati”.

L’appoggio degli specialisti e della Fnomceo

Se il punto e a capo non è piaciuto ai no-vax e ai fan del “pluralismo” anche in tema di salute, la decisione di Schillaci ha incassato il plauso di società scientifiche e celebri specialisti, da Matteo Bassetti a Massimo Ciccozzi, fino a Nino Cartabellotta. “La vicenda della nuova composizione del Nitag ha avuto il merito di coagulare una maggioranza silenziosa, trasversale a tutta la società civile e a tutto il mondo politico, intorno alla valorizzazione della scienza e della medicina, e dei professionisti che vi si dedicano”, ha commentato a caldo il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli, apprezzando senza se e senza ma l’operato di Schillaci, che ha anteposto “con coraggio e fermezza il suo essere medico e uomo di scienza ad ogni altra considerazione, prendendo una decisione ‘politica’ nel senso più alto del termine, quello della tutela dei diritti dei cittadini”.

Ma c’è di più. In questo caso si è visto da che parte sta la maggioranza solitamente silenziosa. “Le proposte di questi giorni arrivate, ad esempio, da Forza Italia – e condivise nella sostanza da un ampio schieramento parlamentare anche all’opposizione – sposano quanto la Fnomceo sostiene da tempo: accanto al rigore scientifico è necessario promuovere la professione medica. Scienza e professione medica sono infatti legate in maniera indissolubile nel compito costituzionale della tutela della salute”.

Ad avvantaggiarsene potrebbe essere l’intero settore. “Quello che occorre è un piano operativo organico, che investa sui professionisti e renda il Servizio sanitario nazionale capace di attrarli e trattenerli. E lo faccia aumentando il personale, portando le retribuzioni ai livelli europei, migliorando le condizioni di lavoro. Vanno in questo senso le proposte presentate da Forza Italia, e rimarcate ieri da Letizia Moratti e Maurizio Gasparri, la richiesta di maggiori risorse da parte dei partiti d’opposizione, gli interventi proposti dal Ministro Orazio Schillaci a sostegno delle professioni sanitarie. È questo il miglior risultato che registriamo: si è tornati a parlare di scienza e a mettere al centro la salute dei cittadini e le politiche per garantirla e sostenerla”, conclude un ottimista Filippo Anelli.

Intano il tormentone Nitag promette strascichi e c’è chi vede ombre sul futuro del ministro della Salute. Staremo a vedere.

Vaccini sì e vaccini no tra paura, scienza e coscienza

Poste Italiane Dic 25

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