Domotica del futuro, l’AI in casa si prenderà cura di noi

AI domotica MOON SAFARI—GETTY IMAGES

Vivere con l’intelligenza artificiale ìnon sarà un lusso. L’AI sta per diventare fondamentale come l’acqua corrente o l’elettricità, ma solo se ne comprendiamo lo scopo. Immaginate un uomo di 78 anni che si sveglia con la febbre alta e non riesce ad alzarsi dal letto. In passato, avrebbe potuto chiamare il medico, o suo figlio. Ora, è il figlio a chiamarlo, allertato dalla casa dove le persiane non sono aperte, non c’è movimento in cucina e la routine mattutina è stravolta.

Questa è la promessa della casa gestita con (o da) l’intelligenza artificiale: trasformarsi da struttura passiva a partner nell’assistenza.

Entro il 2034 per la prima volta gli americani over 65 supereranno in numero i bambini. Questo rimodellerà il mercato immobiliare e il settore della tecnologia di consumo. La domanda non è se l’AI vivrà nelle nostre case, ma se sarà progettata per affrontare la realtà dell’invecchiamento, della vita da soli e della sicurezza.

Tre priorità per l’era dell’intelligenza artificiale domestica

Se vogliamo che l’AI passi da “intelligente” a veramente indispensabile, dobbiamo affrontare tre priorità:

1. Coordinamento intersettoriale
Fornitori di tecnologia, sistemi sanitari, responsabili politici e organizzazioni comunitarie dovrebbero stabilire standard condivisi per l’interoperabilità, l’accessibilità economica e l’implementazione. Trattare la casa connessa come un’infrastruttura pubblica, non come una novità, è la strada più rapida per un’ampia adozione.

2. Privacy come un dato di fatto
I dati alimenteranno queste case, ma la fiducia ne determinerà il successo. La sicurezza deve essere integrata fin dal primo giorno. Protezioni a livello hardware, come quelle utilizzate in Samsung Knox Vault, dimostrano che è possibile salvaguardare le informazioni sensibili in modo proattivo piuttosto che reattivo.

3. Progettare per le persone, non solo per i sistemi
L’intelligenza artificiale più preziosa si adatterà a noi in modo naturale. Ciò significa rendere le case tanto rassicuranti quanto
efficienti.

Non affrontare questi cambiamenti rischia di lasciare sia i consumatori che le comunità sottoserviti. Molte persone hanno già difficoltà a muoversi in sicurezza nelle proprie abitazioni. Entro il 2050, gli anziani rappresenteranno un quarto dei consumi globali, il che significa che le loro esigenze e preferenze influenzeranno fortemente il modo in cui vengono progettati alloggi, assistenza sanitaria e tecnologia domestica. Per le famiglie più giovani e monogenitoriali sicurezza, efficienza energetica e connettività sono già priorità assolute. In entrambi i casi, la casa intelligente può offrire soluzioni innovative.

*Seungbeom Choi è Vicepresidente Esecutivo e responsabile del Device Platform Center di Samsung Electronics.

L’articolo originale è pubblicato su Fortune.com.

FOTO: MOON SAFARI—GETTY IMAGES

Poste Italiane Dic 25

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