Prevenzione: le 6 ‘A’ per un futuro in salute. Parla il presidente Sip

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Dall’allattamento all’attività fisica, la prevenzione inizia fin dalla culla. Il vademecum di Rino Agostiniani, presidente dei pediatri.

Il dottore del futuro “non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, e alla causa e prevenzione della malattia”. Forse non è un caso che ad avere una visione così luminosa del futuro – più di un secolo fa – sia stato Thomas Alva Edison, geniale inventore ricordato come uno dei ‘padri’ della lampadina.

Oggi lo sappiamo bene: la salute va protetta fin da bambini. Ma quando iniziare a fare prevenzione, e come? “Abbiamo conoscenze scientifiche molto solide che ci dicono come ci si giochi quasi tutto nei primi mille giorni, cioè dal concepimento ai 2 anni di vita. In quel periodo attraverso l’ambiente si attivano tanti meccanismi del nostro patrimonio genetico. Aspetti che poi non possiamo più modificare”.

Il monito arriva dal presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, che evidenzia come proprio i primi mille giorni siano un periodo chiave per prevenire molte malattie croniche dell’età adulta.

Ma cosa possiamo fare, in concreto, per tutelare la salute dei bambini? La Sip ha ideato una formula chiara, sintetizzata in 6 A: azioni fondamentali per favorire la crescita sana di bimbi e adolescenti, migliorando la qualità della vita da grandi.

“Occorre iniziare sin da subito a investire nella prevenzione: in questo modo possiamo contrastare malattie come obesità, diabete, tumori e patologie cardiovascolari. I comportamenti salutari acquisiti da piccoli si riflettono sull’intero arco della vita, generando benefici non solo per il singolo, ma anche per la collettività in un’ottica di salute globale”, ci dice Agostiniani.

Non solo bambini: in Italia mancano anche i pediatri

Ecco le 6 A ‘alleate’ della prevenzione

Allattamento al seno

“Le caratteristiche del latte materno sono uniche: questo alimento rafforza il sistema immunitario, favorisce lo sviluppo del cervello e protegge da obesità e malattie allergiche. Allattare al seno nei primi mesi di vita è un investimento in salute e prevenzione. Ci sono situazioni in cui questo non è possibile, e allora abbiamo delle strategie ad hoc”.

“Ma il latte della mamma è prezioso, si tratta di un elemento vivo e non soltanto un mix di proteine e zuccheri. Occorre tener conto di tutto quello che vi ‘aggiunge’ la mamma attraverso la sua alimentazione”. C’è poi l’aspetto relazionale, “che è fondamentale. Allora, quando si allatta – consiglia il pediatra – spegniamo il telefonino: dedichiamoci a questo momento importantissimo di relazione fra madre e figlio, voluto dalla natura per creare un legame”.

Alimentazione corretta

“Dopo lo svezzamento, adottare un’alimentazione equilibrata è essenziale per la salute. Il principio base è quello della dieta mediterranea: tanta frutta, verdura, legumi, cereali integrali, olio d’oliva e poca carne rossa.

Il consiglio è quello di scegliere i cibi più naturali possibile, riducendo gli alimenti ultraprocessati e confezionati, ma anche le bevande zuccherate. Si tratta di un’azione fondamentale per assicurarci di nutrire bene il microbiota, che governa tante funzioni importantissime. Insomma: mai saltare la prima colazione e puntare su semplicità ed equilibrio”.

Attività fisica

“Questo vale anche per gli adulti: il nostro organismo ha bisogno di muoversi, e da piccoli questo è fondamentale. Attenzione – precisa Agostiniani – attività fisica non vuol dire solo fare sport in modo strutturato due volte a settimana. I bambini (e anche gli adulti) devono fare movimento quotidiano, camminando o andando in bici anziché in auto, salendo le scale a piedi, giocando al parco.

Le nostre città oggi non sempre lo consentono, ma l’attività quotidiana può fare la differenza. Abituiamoci da piccoli a usare le gambe, anche sistemare il giardino o fare piccole commissioni aiuta”. Quanto tempo dedicare al movimento? “L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda per bambini e adolescenti (5-17 anni) almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o vigorosa”, ricorda il presidente Sip.

Attenzione agli schermi

“Qui veniamo al sodo: insistiamo molto su questo tema, ma anche all’estero i colleghi stanno prendendo posizione in modo chiaro. Le nostre raccomandazioni sull’uso degli schermi prevedono di evitare del tutto smartphone e tablet nei bambini sotto i 2 anni, di limitarli a massimo 1 ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e di non superare le 2 ore al giorno tra i 5 e gli 8 anni. Va dato un segnale sulla pericolosità delle ‘maratone’ su questi device. Nel caso dei piccolini l’indicazione per i genitori è anche quella di non usare lo smartphone come se fosse una baby-sitter, cosa che invece si vede spesso al ristorante. Via via che il bambino cresce, poi, evitiamo di utilizzare gli schermi durante i pasti e prima di andare a dormire, per non interferire con le abitudini alimentari e il sonno. In questo modo stiamo consentendo ai ragazzi di sviluppare una capacità di relazione e di avere contatti umani che non siano mediati sempre da questi dispositivi. Non è facile, lo capisco. Ma dobbiamo sforzarci, altrimenti andremo incontro a una generazione sempre più fragile e costretta ad andare là dove la portano gli algoritmi”, sottolinea il pediatra.

“Oggi viviamo una situazione paradossale: continua ad esserci una iperprotezione dei bambini nel mondo reale (spaventa l’idea di farli attraversare da soli), mentre fin da piccini vengono lasciati liberi di scorrazzare soli sul web, dove i pericoli sono tantissimi”.

Abitudini di sonno

“Un riposo adeguato è essenziale per il benessere degli esseri umani. La privazione del sonno fa funzionare male il nostro cervello ed è una delle peggiori torture. Occorre garantire ai bambini un ambiente tranquillo e una routine serale rilassante, limitando l’esposizione agli schermi prima di dormire. I piccoli – raccomanda poi il presidente della Sip – devono imparare a dormire da soli, sapendo che il lettone è un porto sicuro in cui andare in caso di emergenza”.

Aderenza alle vaccinazioni

“Non dimentichiamolo mai: le vaccinazioni – precisa Agostiniani – sono il metodo più naturale per proteggersi da una malattia infettiva: cerchiamo di incontrarla quando stiamo bene e, soprattutto, con una modalità che ne attenua l’aggressività. In questo modo ci proteggiamo, evitandone gli effetti negativi. Il fatto è che molti vaccini sono vittime del loro successo: hanno contrastato talmente bene patologie come la polio, che queste non si temono più. Non dimentichiamo poi che oggi abbiamo anche un vaccino che protegge da un tumore: l’anti-Hpv. Allora chiediamo consiglio al pediatra e seguiamo il calendario vaccinale, aderendo alle campagne di immunizzazione raccomandate. In questo modo proteggeremo il bambino, la sua salute futura e la collettività, prevenendo la diffusione di patologie potenzialmente gravi”.

Settembre, con il rientro a scuola e in ufficio, può essere un ottimo mese per fare un controllo della scheda vaccinale del piccolo di casa.

Infine un capitolo a parte su riposo e prevenzione: indicazioni per i genitori

Dai neonati agli adolescenti, un buon sonno è fondamentale. Ecco le indicazioni della durata del sonno secondo l’American Academy of Sleep Medicine:

  • Neonati (0-3 mesi): 14-17 ore al giorno;
  • Lattanti (4-12 mesi): 12-16 ore al giorno, inclusi i sonnellini;
  • Bambini (1-2 anni): 11-14 ore al giorno, inclusi i sonnellini;
  • Prescolari (3-5 anni): 10-13 ore al giorno, inclusi i sonnellini;
  • Scolari (6-12 anni): 9-12 ore al giorno;
  • Adolescenti (13-18 anni):  8-10 ore al giorno.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

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