Klebsiella: ecco l’anticorpo made in Italy che batte il superbug

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Dalla ricerca italiana un importante passo avanti contro un superbug fra i più insidiosi, la Klebsiella pneumoniae. Si tratta di un batterio resistente agli antibiotici che si diffonde negli ospedali, causando infezioni respiratorie, urinarie e del sangue in pazienti fragili, tanto da essere finito nella ‘lista nera’ dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Ora un team di ricercatori coordinati da Fondazione Toscana Life Sciences descrive su ‘Nature’ uno studio incentrato sullo sviluppo di anticorpi monoclonali umani – soluzioni terapeutiche sicure già adottate in oncologia e contro le malattie autoimmuni – per contrastare i batteri antibiotico-resistenti, in particolare la Klebsiella.

Una scelta niente affatto casuale: nel 2018 proprio un focolaio di Klebsiella pneumoniae di tipo ST147, con un altissimo profilo di resistenza agli antibiotici, ha avuto origine e si è rapidamente diffuso in Toscana.

Un risultato eccezionale contro un supercattivo

La ricerca, “di altissimo profilo, si è concentrata su ST147 e ci ha portato a metere a punto per la prima volta anticorpi monoclonali umani estremamente potenti contro questo batterio che produce un meccanismo di resistenza che si chiama New Dehli metallobetalattamasi”, spiega a Fortune Italia Marco Falcone, consigliere Simit (Società italiana di malattie infettive) e ordinario di Malattie infettive all’Università di Pisa, fra gli autori della ricerca insieme a colleghi noti a livello internazionale come il papà del vaccino contro il meningococco B Rino Rappuoli.

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Un team internazionale con il cuore in Toscana

La ricerca di Fondazione Toscana Life Sciences ha visto la partecipazione di studiosi del Monoclonal Antibody Discovery Lab (MAD Lab), della Tumour Immunology Unit e del Data Science for Health Lab (DaScH Lab). Lo studio, coordinato da Anna Kabanova, Rino Rappuoli e Claudia Sala, ha visto in prima linea Emanuele Roscioli, Vittoria Zucconi Galli Fonseca e Soraya Soledad Bosch.

Coinvolti ricercatori e medici dell’Unità di Malattie Infettive dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Pisana, della Fondazione Biotecnopolo di Siena, dell’Università di Siena, del Centro Risonanze Magnetiche CERM di Firenze, dell’Area Science Park di Trieste, dell’Hartford Hospital negli Stati Uniti, della Monash University di Melbourne in Australia, dell’Université Paris-Saclay e Bicêtre Hospital Assistance Publique-Hôpitaux de Paris in Francia.

Ecco come l’anticorpo scardina le difese della Klebsiella

Come spiega Falcone, uno di questi anticorpi monoclonali si è rivelato in grado di riconoscere la superficie più esterna del batterio (la capsula), proteggendo contro l’infezione sistemica prodotta dal ceppo isolato a Pisa.

Ma non è tutto: l’anticorpo è efficace anche contro ceppi di Klebsiella pneumoniae isolati in ospedali di Francia e Australia, affermano da Fondazione Toscana Life Sciences

Questo lavoro apre la strada a una nuova strategia per sviluppare terapie innovative contro i batterici antibiotico-resistenti. Una minaccia crescente, contro cui il mondo non ha ancora difese sufficienti.

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