L’Italia invecchia. E crescono le persone che fanno i conti con la fibrillazione atriale, la più comune delle aritmie. Il problema è che a volte questo disturbo del ritmo del cuore, che colpisce soprattutto gli anziani ma non solo, se ne sta in silenzio. E così, scoprirlo diventa difficile, pur se questa attività elettrica irregolare e rapida degli atri compromette l’efficacia della contrazione cardiaca. E si associa ad un rischio di ictus cerebrale aumentato di ben cinque volte, uno di scompenso cardiaco aumentato di tre volte e un incremento della mortalità.
Bastano queste dinamiche a comprendere quanto sia importante identificare l’aritmia per poi procedere, caso per caso, con una cura mirata. In questo senso l’aritmologia e l’elettrofisiologia stanno facendo passi avanti continui, associandosi ai trattamenti farmacologici per controllare il ritmo e prevenire eventi tromboembolici.
Così, l’ablazione transcatetere rappresenta oggi una strategia efficace per isolare elettricamente le vene polmonari, sede d’innesco dell’aritmia. E in questo senso c’è una novità legata alla disponibilità dell’ablazione con campo elettrico pulsato (PFA, Pulsed Field Ablation), che utilizza campi elettrici ad alta intensità per colpire selettivamente le cellule che nel cuore scatenano l’aritmia, rappresentando un’ulteriore opzione per capire dove nasce l’aritmia ed eliminare il circuito elettrico anomalo.
Se l’ablazione tradizionale utilizza radiofrequenza o crioenergia per creare lesioni che bloccano la conduzione elettrica anomala, la PFA ha consentito di aprire nuove prospettive, grazie a un’azione selettiva sui cardiomiociti. È in questo settore che si inserisce il sistema Volt PFA di Abbott, che offre un approccio integrato per diagnosi, mappatura e ablazione con campo elettrico pulsato permettendo di trattare in modo più sicuro, mirato ed efficace la fibrillazione atriale.
Si tratta del primo sistema ad adottare un innovativo design a palloncino “Balloon-in-Basket” con 8 elettrodi che si conformano all’anatomia dell’atrio sinistro, migliorando la precisione e velocizzando il trattamento.
“Stiamo passando dai primi approcci a nuovi sistemi che garantiscono un trattamento più preciso e rapido, riducendo i rischi e migliorando il benessere dei pazienti con fibrillazione atriale” segnala Claudio Tondo, direttore del Dipartimento di Aritmologia, Centro Cardiologico Monzino Irccs di Milano e associato del Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche, Università Degli Studi di Milano. Il sistema Volt “non è solo un nuovo dispositivo PFA, ma una piattaforma all-in-one che reingegnerizza completamente l’esperienza di ablazione, con vantaggi pratici, clinici e operativi. La disponibilità in Italia del primo sistema di elettroporazione Balloon-in-Basket – che siamo tra i primi ad aver utilizzato in Europa e nel nostro Paese – segna una tappa importante nell’evoluzione dell’elettrofisiologia clinica”.
“Negli ultimi decenni la fibrillazione atriale è diventata uno tra i più importanti problemi di salute pubblica dei paesi occidentali – è il commento di Gaetano Senatore, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale di Ciriè – Questa condizione, spesso asintomatica, è caratterizzata da un battito cardiaco irregolare e spesso accelerato, dovuto a un’attivazione elettrica caotica degli atri del cuore. L’adozione di nuove tecnologie sta cambiando il paradigma di cura. Fra queste la Pulsed Field Ablation (PFA), l’ablazione con energia a campo pulsato, rappresenta una nuova opzione terapeutica molto promettente. I sistemi PFA di prima generazione presentavano però dei limiti. Oggi abbiamo a disposizione nuove tecnologie che possono rivoluzionare il campo delle aritmie cardiache complesse e ampliare le possibilità di trattamento della fibrillazione atriale e dunque il numero di pazienti che potranno beneficiare di queste terapie avanzate”.

