Trapianto: a Roma il primo al mondo di arteria polmonare

trapianto arteria polmonare

Un’operazione unica al mondo che è anche un prestigioso primato per l’Italia: parliamo del primo trapianto di arteria polmonare, in una donna con più di 70 anni e un tumore del polmone.

L’eccezionale intervento – “motivo di grande orgoglio per la sanità pubblica e per l’Italia intera”, come ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci – è stato eseguito al Sant’Andrea di Roma, struttura della rete Sapienza. Frutto di talento, eccellenza, lavoro di squadra ma anche coraggio e creatività, il trapianto è avvenuto a luglio e la paziente, dopo quattro settimane di ricovero, è stata dimessa e sta bene.

Superare i limiti grazie a ricerca, cura e tecnica

“Nel nostro Paese in generale, e nel nostro sistema universitario e ospedaliero non disponiamo delle risorse milionarie dei grandi centri internazionali dove si vincono i Premi Nobel per la Medicina – ha rilevato Erino A. Rendina, direttore della Chirurgia toracica del Sant’Andrea e preside della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, che ha guidato il team chirurgico – Ma abbiamo la cultura, la creatività e l’intuizione. E, nel nostro campo specifico, straordinarie capacità tecniche. Se nessuno al mondo ha mai fatto un intervento del genere, è perché nessuno lo aveva mai creduto possibile, e perché pochi avrebbero le capacità tecniche e ambientali per realizzarlo”.

Un’estate calda: verso il trapianto da record

La paziente aveva un tumore del polmone che infiltrava l’arteria polmonare e, nei mesi precedenti all’intervento, era stata sottoposta a chemio e immunoterapia con un’associazione di farmaci a bersaglio molecolare che hanno ridotto le dimensioni del tumore, come hanno spiegato oggi i chirurghi.
Dopo un’accurata pianificazione, è stato possibile operare la paziente grazie alla disponibilità di un’arteria polmonare criopreservata presso la Banca dei tessuti di Barcellona.
L’intervento è avvenuto il 17 luglio scorso grazie all’intuizione di due giovani chirurghe toraciche, Cecilia Menna e Beatrice Trabalza Marinucci. A eseguirlo un team guidato da Erino A. Rendina, direttore della Chirurgia toracica del Sant’Andrea e preside della Facoltà di Medicina e Psicologia di Sapienza. Alle ore 12 i medici hanno messo la paziente in circolazione extracorporea e il suo cuore è stato arrestato. L’arteria polmonare malata è stata rimossa nella sua totalità insieme al polmone sinistro e a una porzione di trachea. Poi è iniziata la ricostruzione della trachea e della via aerea.

Le sfide per i chirurghi

A questo punto è stato possibile procedere con il trapianto di arteria polmonare, sostituita con il segmento di arteria criopreservata di circa 5 cm, perfettamente adattabile alle dimensioni del vaso della donna. Uno dei problemi maggiori è proprio il ripristino della tensione del ‘tubicino’.
I materiali sintetici o biocompatibili esistenti non consentono di ottenere un condotto con le stesse caratteristiche originali, esponendo al rischio della ostruzione del vaso ricostruito.
L’intervento, durato 4 ore e 30 minuti, si è concluso alle ore 16.30.
La paziente è stata trasferita nel reparto di Terapia intensiva e si è risvegliata nelle ore successive, essendo da subito in grado di respirare e parlare. Il decorso post-operatorio “è stato regolare, nonostante un risentimento pleurico risolto durante il ricovero”, come hanno fatto sapere i sanitari.

Niente farmaci immunosoppressori nè anticoagulanti dopo il trapianto

Dopo quattro settimane dall’intervento, la signora è stata dimessa ed è tornata a casa, riprendendo la sua vita normale. Non è sottoposta a terapia immunosoppressiva, come avviene invece per gli altri trapianti d’organo (cuore-polmone, etc), e neanche a terapia anticoagulante.

L’intervento “rappresenta un risultato straordinario per la sanità del Lazio e per tutto il Paese. Ancora una volta le nostre strutture pubbliche dimostrano di essere all’avanguardia a livello internazionale, grazie alla competenza, al coraggio e alla dedizione delle nostre professioniste e dei nostri professionisti”, ha commentato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Un esempio concreto “di come la sinergia tra formazione universitaria, ricerca scientifica e pratica clinica possa generare risultati di rilevanza mondiale”, ha testimoniato la Rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, evidenziando il ruolo di un’équipe multidisciplinare “a prevalenza femminile”.

“Un altro straordinario traguardo raggiunto dalla nostra azienda dove professionalità e ricerca rappresentano un binomio inscindibile e la chiave di volta in grado di far emergere e contraddistinguere, anche a livello internazionale, il nostro ospedale”, spiega il Dg del Sant’Andrea, Francesca Milito.

L’equipe romana “ha realizzato un intervento complesso e delicato: a loro e a tutti coloro i quali hanno reso possibile questo straordinario risultato va il mio apprezzamento. Questo trapianto dimostra ancora una volta l’elevata qualità della formazione e della competenza italiana in campo scientifico e sanitario”, ha chiosato il ministro Schillaci.
Il team chirurgico che ha eseguito il trapianto da primato e la rettrice Polimeni
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