Contratto: firmato quello dei dirigenti medici e sanitari, tutti gli aumenti

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Aumenti medi di 491 euro al mese e 6.500 euro di arretrati per i dirigenti medici e sanitari. È stato sottoscritto all’Aran il Contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-24 per l’Area della Dirigenza medica e sanitaria. Coinvolti 137mila dirigenti: 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici.

“La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall’avvio della trattativa”, sottolinea il presidente Aran, Antonio Naddeo. Con il nuovo contratto “si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati”. Ma vediamo meglio le novità contenute nel documento di 32 pagine.

Gli aumenti

Le risorse complessive disponibili, pari a 1,2 miliardi di euro, assicurano un incremento medio del 7,27%, ovvero “aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità”, dicono dall’Aran.

“L’accordo – precisano da Cimo Fesmed – prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell’area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata”.

Un contratto in tempi record

Tempi davvero record per arrivare alla firma, grazie a una trattativa (avviata lo scorso 1° ottobre) caratterizzata da “un clima positivo”, che “ha portato alla definizione di un accordo considerato ampiamente soddisfacente dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali”, rilevano dall’Agenzia. Non hanno aderito Fp Cgil Medici e Fassid.

Il via libera di oggi “apre la strada all’avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-27”, sottolinea Naddeo ringraziando le organizzazioni sindacali.

“Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate”, afferma a caldo Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, secondo sindacato più rappresentativo della categoria.

“Sarebbe stato da irresponsabili non firmare questo contratto. Le risorse economiche per il 2022-2024 erano già state stanziate e abbiamo ritenuto prioritario distribuirle da subito ai colleghi”, ha detto il segretario nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio.

Le priorità

La trattativa “si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione. Gli interventi normativi – puntualizza Quici – sono stati limitati al miglioramento di alcuni punti del testo vigente, che avevano generato difficoltà applicative nelle Aziende, e all’introduzione di poche ma necessarie novità. D’altra parte, con le risorse stanziate dal Governo – sulle quali le parti sindacali, in sede Aran, non possono intervenire – non era possibile fare diversamente”.

Due le priorità per la Federazione Cimo-Fesmed: valorizzare i giovani medici e ridurre le penalizzazioni economiche per chi ha scelto il regime di non esclusività. “Con questo contratto l’indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di cinque anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16 al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà. Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto”.

“Tra le novità – spiega dal canto suo Di Silverio – aumenti per i più giovani, carriere più flessibili con riconoscimento dell’anzianità anche per le branche equipollenti, riconoscimenti economici per chi lavora in pronto soccorso. Vengono rafforzate le tutele legali per i dirigenti medici e sanitari in caso di aggressioni, ridotte le decurtazioni  per chi lavora in extra moenia, viene prevista la possibilità di usufruire delle le ferie anche durante il preavviso di dimissioni”.

“La preintesa sottoscritta oggi con l’Aran dimostra che la pubblica amministrazione non ha ostacoli sindacali alla sua efficienza”, intervengono da Fvm. “Questo contratto, pur sintetico e prevalentemente economico, si è concluso dopo appena due mesi di negoziazione, ma aveva atteso più di un anno l’atto di indirizzo della parte datoriale”. Ma attenzione: “Nessun trionfalismo può caratterizzare i commenti a questo contratto, che compensa solo un terzo dell’inflazione patita dagli stipendi”, evidenziano da Fvm.

L’accordo per Di Silverio “rappresenta un passo importante per un nuovo corso e una funzione diversa del contratto stesso, che deve servire a migliorare l’organizzazione e la vita lavorativa. Le risorse, indubbiamente inferiori alle reali necessità di riconoscimento professionale, devono necessariamente essere implementate con finanziamenti extracontrattuali, come peraltro l’Anaao ha chiesto nella finanziaria all’esame del parlamento nella quale è stato previsto un emendamento che stanzia 407 milioni di euro (aumento del 33% della indennità di specificità medica a partire dal 1 gennaio 2026) e 26.5 milioni per la dirigenza sanitaria sempre dal 1 gennaio 2026 al di fuori del contratto”.

L’analisi del presidente Fnomceo

La firma “è una buona notizia: in questo modo si allinea la contrattazione con il triennio di riferimento. L’auspicio è che ora si aprano le trattative per il nuovo atto di indirizzo 2025-2027”, ha detto il presidente della Federazione degli ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

“Tra le note positive gli aumenti per i giovani, la flessibilità delle carriere, la premialità per chi lavora nel pronto-soccorso, il rafforzamento delle tutele legali in caso di aggressione. Le risorse devono ora essere ulteriormente implementate, già attraverso la Finanziaria”.

Per Anelli “non si tratta di un contratto di svolta, ma è comunque un passo in avanti, soprattutto perché introduce nuovi servizi per il benessere lavorativo. Siamo però fermamente convinti che, per ridurre la fuga dal Servizio sanitario nazionale, sia necessario un forte investimento economico, per riportare le retribuzioni ai livelli europei e migliorare le condizioni di lavoro. Investire sui medici significa investire sul Servizio sanitario nazionale, generando salute, coesione sociale, sviluppo economico”.

“Ora è fondamentale che l’iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l’atto di indirizzo per l’avvio delle trattative del triennio 2025-2027”, conclude Quici.

La trattativa all’Aran per la firma del contratto. Courtesy: Aran

 

*Articolo aggiornato

Poste Italiane Dic 25

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