Obesità e diabete: un’emergenza che ridefinisce le priorità della sanità pubblica

obesità e diabete

Obesità e diabete stanno assumendo dimensioni tali da influenzare non solo la salute delle persone, ma anche l’organizzazione dei sistemi sanitari. In questo scenario, il panel dedicato alla salute metabolica nel corso del Forum One Health – aperto dalla presidente Sid Raffaella Buzzetti alla Camera dei Deputati – ha approfondito le innovazioni terapeutiche oggi disponibili e le sfide che attendono clinici, istituzioni e operatori dell’informazione. Al centro la salute dei cittadini.

Tra gli elementi più significativi di cui si è parlato nel confronto, spicca il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e il suo inserimento nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, previsto per il 2026: un riconoscimento che segna una svolta culturale e ma anche molto concreta nel modo in cui questa patologia viene affrontata, prevenuta e curata. Dopo anni di attesa, l’aggiornamento dei Lea rappresenta “un passaggio decisivo verso la piena tutela delle persone con obesità, finalmente considerate all’interno di un quadro assistenziale strutturato”, come ha ricordato il co-promotore dell’Interguppo One Health Luciano Ciocchetti.

Durante il panel, gli esperti con Lucio Gnessi, membro del direttivo Sio, hanno ricordato con forza che l’obesità “non è un vizio”, ma una malattia cronica dalle molteplici cause biologiche, ambientali e sociali. È un importante fattore di rischio per diabete, nefropatie e patologie cardiovascolari, e pesa in modo crescente sul Servizio sanitario nazionale, impegnato a gestire condizioni cliniche sempre più diffuse e complesse. “La prevenzione, in questo senso, assume un ruolo centrale: stili di vita sani, educazione alimentare e attività fisica sono strumenti fondamentali, da valorizzare sin dalla scuola attraverso una rinnovata educazione civica che promuova il rispetto del corpo”.

Obesità e diabete, le nuove terapie

Sul piano terapeutico, l’arrivo degli agonisti del GLP-1 e dei doppi agonisti GLP-1 e GIP segna una trasformazione epocale. “Questi farmaci si sono dimostrati estremamente efficaci nel favorire la perdita di peso, ridurre la glicemia e offrire benefici cardiovascolari e renali. Nel diabete di tipo 2 sono già prescrivibili e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale; nell’obesità, invece, sono prescrivibili ma ancora a carico del paziente”, ha ricordato Buzzetti. Si discute, inoltre, della possibilità di un loro impiego anche in ottica preventiva — ad esempio per ridurre il rischio di insorgenza del diabete — sempre entro rigorose linee guida cliniche e con la necessaria rinegoziazione dei costi da parte dell’AIFA.

Resta imprescindibile un principio, sottolineato con forza da Raffaella Buzzetti e da Anna Maria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia Univerisità Federico II di Napoli: questi farmaci devono essere prescritti solo da specialisti — diabetologi, endocrinologi, cardiologi — che ne seguano l’utilizzo nel tempo. L’automedicazione presenta seri rischi, così come l’acquisto di prodotti via internet: il mercato online è terreno fertile per farmaci contraffatti, privi del principio attivo o contenenti sostanze dannose, come insulina, con gravi rischi di ipoglicemia, come ha detto Silvana Gaetani, Professore Ordinario di Farmacologia dell’Università Sapienza di Roma e Coordinatrice senior dell’Early Career Pharmacologists Group della Società Italiana di Farmacologia (Sif).

Anche quando acquistati per vie regolari, l’uso improprio di questi farmaci per motivazioni estetiche o in assenza di reale indicazione può comportare conseguenze significative, come perdita di massa magra o rari ma possibili effetti avversi quali pancreatite o problematiche tiroidee in soggetti predisposti, hanno precisato Buzzetti, Colao e Gaetani.

Un percorso integrato e multidisciplinare

Insomma, il messaggio degli specialisti è chiaro: i nuovi farmaci non sono una “scorciatoia”, ma un tassello all’interno di un percorso integrato. La gestione dell’obesità e del diabete richiede un approccio multidisciplinare, che unisca terapia farmacologica, piano nutrizionale personalizzato, attività fisica regolare, astensione da fumo, alcol e droghe. Un cambiamento reale e duraturo passa dalla costruzione di una rete di cura che coinvolga specialisti, medici di famiglia, pazienti, istituzioni e comunità.

Accanto alla terapia, resta fondamentale il monitoraggio dei risultati e degli eventuali effetti collaterali. Recenti studi hanno inoltre rassicurato sulla mancata associazione tra questi medicinali e la neurite ottica ischemica, ha aggiunto Colao pur sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione clinica. “La discussione al Forum One Health conferma che la sfida dell’obesità e del diabete non si vince solo con i farmaci: occorrono politiche sanitarie lungimiranti, informazione corretta, vigilanza attenta e un profondo cambiamento culturale. Solo un approccio olistico, che unisca innovazione terapeutica, prevenzione, educazione e responsabilità collettiva, può garantire risultati concreti e duraturi nella lotta alle malattie metaboliche”, ha concluso Buzzetti.

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