Sanità, se per curarsi in Italia serve un prestito: mercato da oltre 1,4 mld di euro

Sistema sanitario nazionale fortune italia

Tempi di attesa medi della sanità pubblica: 87 giorni. Numero di italiani che hanno rinunciato a curarsi nel 2025: 13,6 milioni. Persone che hanno dovuto cambiare regione per farsi visitare, per un intervento o per esami: 2,6 milioni. Numeri e dati che fotografano la sanità italiana e che spiegano per quale motivo, lo scorso anno, addirittura 1,7 milioni di persone abbiano chiesto un prestito per coprire le proprie spese mediche.

D’altronde, i costi medi della sanità privata sono rilevanti: almeno 325 euro a prestazione, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research. Si tratta di un’indagine svolta tra il 19 e il 23 gennaio 2026 con 1.014 interviste CAWI (ovvero form online) “ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate”, secondo la metodologia della ricerca.

I numeri record della sanità privata

Nel 2025 circa 26 milioni di pazienti si sarebbero rivolti alla sanità privata, ma solo il 23% degli italiani ha potuto sfruttare una copertura assicurativa. Le conseguenze: chi non ha rinunciato del tutto ha chiesto un prestito. Che spesso è una scelta obbligata al netto della ‘fila’: quasi 7 pazienti su 10, almeno una volta si sono scontrati con liste d’attesa chiuse, senza nessuna disponibilità per prenotare la prestazione richiesta in una struttura pubblica.

Secondo le stime dell’ultimo osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it, considerando la sola richiesta di prestiti personali per spese mediche a società finanziarie, nell’ultimo anno sono stati erogati circa 1,4 miliardi di euro, “ma l’importo complessivo è superiore se si aggiungono anche i prestiti finalizzati chiesti direttamente presso le strutture sanitarie, o quelli ricevuti da amici e parenti”, si legge nella nota che accompagna la ricerca, che mostra come il tipo di prestazione per la quale si richiede un prestito sia diventato più comune.

Nel 2015 l’importo medio che si cercava di ottenere con un prestito era pari a poco meno di 8.000 euro. Dieci anni dopo, nel 2025, le domande sono esplose, crescendo del 17% fino a quasi il 4,5% del totale (era il 3,8%) nonostante l’importo richiesto in media sia calato a 5.800 euro.

Tra gli altri numeri:

  • Il tempo medio di attesa per una prestazione sanitaria erogata da una struttura pubblica è stato pari a 87 giorni (91 nel Meridione) valore che scende a 18 se ci si reca in una privata, senza grandi differenze territoriali.
  • Le file più lunghe si hanno per prestazioni oculistiche e dermatologiche in struttura pubblica (116 e 118 giorni di attesa, rispettivamente). In entrambi i casi ci vogliono poche settimane per una prestazione privata.
  • Nel solo 2025, circa 13,6 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure mediche. Si tende con più frequenza a saltare visite specialistiche (80%), ma anche esami (52%) e addirittura interventi chirurgici (16%). Ragioni principali: tempi di attesa (63%) e i costi della sanità privata (62%). La rinuncia alla prestazione è molto più frequente nelle regioni del Centro – Sud (36%) che in quelle del Nord Italia (29%).

I costi della sanità privata

E i costi della sanità privata? La ricerca riassume anche quelli. si va da una media di 102 euro per gli esami del sangue ad oltre 700 euro per l’odontoiatria”.

I 6 milioni di italiani che hanno utilizzato una copertura di assicurazione sanitaria che, in toto o in parte, ha aiutato a pagare le spese mediche sono per la maggior parte al nord: al Sud la percentuale di chi riesce a usare l’assicurazione crolla al 15%.

Poste Italiane Dic 25

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