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Manovra: scure su prezzi dei superfarmaci

Oltre a reddito di cittadinanza, flat tax e pensioni, tra i temi della manovra di governo ci sono anche i farmaci: l’obiettivo è l’eliminazione del superticket da 10 euro sulle visite specialistiche e la progressiva rimodulazione degli altri ticket sanitari. E il Ministro della salute Giulia Grillo, secondo quanto si apprende, avrebbe individuato il percorso da seguire: ricontrattare al ribasso con le aziende farmaceutiche i prezzi dei super-farmaci acquistati dallo Stato, a partire da quelli per l’epatite C, e utilizzare i risparmi che verranno dalle misure del tavolo per la farmaceutica.

Proprio la ricontrattazione dei prezzi dei cosiddetti superfarmaci dovrebbe far parte del mandato del nuovo direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Li Bassi. In sostanza, l’obiettivo della rimodulazione dei ticket sanitari andrebbe raggiunto non solo a fronte di una maggiorazione delle risorse economiche messe a disposizione, ma pure di una migliore gestione della spesa farmaceutica in un’ottica di razionalizzazione ed ottimizzazione della stessa.

Intanto, sempre parlando di legge di bilancio, è pronta la proposta della Lega di cedolare secca sugli affitti commerciali: si tratta, ha spiegato il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci, di un “regime opzionale con aliquota al 21% per le locazioni di immobili C1 e loro pertinenze”. La nuova cedolare potrebbe essere a ‘costo zero’ se applicata sui nuovi contratti, stipulati a partire dal 1 gennaio 2019. Allargata ai contratti in essere costerebbe circa 900 milioni ma “come dimostra il successo della cedolare sulle abitazioni” i costi effettivi iniziali potrebbero essere inferiori. Si tratta, ha sottolineato Bitonci, “di una misura molto importante per il rilancio dell’economia dei centri storici” che negli anni hanno subito “una desertificazione dovuta all’aggressività delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali”. Il sostegno ai negozi “si innesta e va combinata con la politica di regolamentazione delle aperture domenicali delle grandi strutture di vendita che fanno concorrenza sleale dei piccoli negozi che noi vogliamo tutelare”.