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Farmindustria, Scaccabarozzi: uscire dall’impasse

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Oggi l’healthcare è il primo settore al mondo per gli investimenti in ricerca. Ha superato anche il computing, l’elettronica e l’industria delle automobili. Tra il 2019 e il 2024 ci saranno a livello globale 1.000 mld di dollari destinati alla ricerca, l’80% nell’ambito di partnership con gli Stati. Questo è un treno che l’Italia non può perdere, ma un documento di indirizzo per una nuova governance farmaceutica sembrerebbe voler guidare il Paese nella direzione opposta. Il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi in un’intervista a Fortune Italia si appella alle Istituzioni affinché si apra un tavolo di discussione.

Dopo anni di dialogo e collaborazione che hanno permesso al settore di crescere e così di contribuire alla crescita del Pil nazionale, offrire 6 mila nuovi posti di lavoro all’anno, e diventare l’hub europeo per la produzione industriale, il cambio di bandiera al governo ha comportato una totale interruzione dei rapporti. La bozza della nuova governance presentata dal ministro Giulia Grillo “prevede che tutti i farmaci vengano messi insieme per area terapeutica e che si scelga il più economico, come se fossero tutti uguali – spiega Scaccabarozzi – Non si può dire che due farmaci sono uguali se non c’è una prova scientifica. Ad esempio, gli antipertensivi abbassano tutti la pressione, ma sono tanti e hanno diversità che possono fare la differenza da paziente a paziente. C’è solo una persona in grado di capire quale sia questa di differenza, ed è il medico. Di certo non un economista”.

Ora l’appello di Farmindustria al Governo è quello di sedersi a un tavolo: “Ci auguriamo che il discorso della governance venga rivisto. Credo che l’industria possa dire la sua, ma soprattutto credo che il primo stakeholder da sentire sia la classe medica”.

(L’intervista completa è disponibile sul numero cartaceo di Fortune Italia di gennaio)