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L’industria italiana investe troppo poco in R&S

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“La ricerca è il futuro dello sviluppo economico. In Italia per troppi anni si è investito troppo poco in ricerca e sviluppo, la colpa è sicuramente dello Stato, ma anche delle aziende”. Così il vice ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti bacchetta l’attività svolta non solo dai precedenti governi, ma anche dalle imprese, nell’ambito dell’evento ‘Inventing for Life- Health Summit’ organizzato da Msd Italia.

“Msd investe 8 mld in ricerca e sviluppo. Una sola azienda nel mondo investe più di quanto fanno tutte le aziende italiane – insiste – perché 8 mld è più o meno il 5 e mezzo punto di Pil italiano, e le statistiche Ocse ci dicono che il privato in Italia investe lo 0,4 del Pil (in R&D) e il pubblico non va molto meglio, è intorno allo 0,7, 0,8%”.

E ancora: “ogni euro investito in R&S ha un ritorno potenziale di 4 euro. È un investimento che va coltivato nel tempo, non è un investimento che si fa da oggi a domani, è il risultato di un lavoro di impegno continuo. Un Paese che non investe rischia non soltanto di non avere occupazione, ma anche di sabotare gli effetti a lungo termine di un’intera generazione”.

Ora bisogna “incentivare il pubblico a spingere lo Stato affinché si investa di più in R&S, ma anche avere un colloquio con il privato, con le grandi aziende per fare in modo che si possa tornare a investire insieme su alcune sfide che ci trovano tutti dalla stessa parte. Sarà sempre di più l’attività legata al mondo della salute, al settore industriale della farmacologia”.

 

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