11 Giugno 2019

Salute e 5G: le onde millimetriche sono sicure?

Fortune

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“Le compagnie telefoniche mettano a disposizione un po’ del proprio capitale per realizzare una ricerca adeguata sugli effetti sulla salute del 5G”. A lanciare l’appello è Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che è stato protagonista di uno studio sperimentale in cui si riscontrano i tumori correlati all’esposizione alle onde elettromagnetiche. A stretto giro, a distanza, arriva la risposta del numero uno in Italia di Huawei, Luigi De Vecchis che non si tira indietro: “siamo favorevoli alla realizzazione di iniziative che vadano in questa direzione, in cui ognuno, anche Huawei, può fare la sua parte in funzione del proprio ruolo. È un tema che deve essere affrontato dalla comunità scientifica e industriale a livello globale”, chiarisce. Sul nuovo numero di Fortune Italia parliamo di 5G ed effetti sulla salute, ovvero un terreno del tutto inesplorato.

Gli studi compiuti finora, infatti, riguardano il 2G e il 3G. In questi casi vanno distinti gli effetti a breve termine (di natura termica) da quelli a lungo termine. Per quanto riguarda gli effetti termici derivanti dal riscaldamento dei tessuti ci sono degli standard condivisi a livello internazionale da rispettare. E per scongiurare rischi per la salute è stato definito un criterio: si chiama Sar, ovvero Specific assorbition rate, in italiano tasso di assorbimento specifico. La raccomandazione stabilita dagli organismi internazionali è di 2 W/kg.

Con le onde millimetriche del 5G, il discorso si complica. “Le onde elettromagnetiche di così elevata frequenza, infatti, durante la loro propagazione – ci spiega Alessandro Polichetti, del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni dell’Iss (Istituto superiore di sanità) – non riescono a penetrare attraverso edifici e vengono assorbite facilmente dalla pioggia e dalle foglie. Per questo motivo l’utilizzo di tali onde renderà necessario installare numerosi ripetitori che serviranno le cosiddette ‘small cells’, aree di territorio che possono arrivare a un raggio di 2km”.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno.

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