16 Settembre 2019

Life Science, la digitalizzazione di Media for Health

Fortune

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Dieci anni fa si era presentata sul mercato per colmare un gap. Oggi punta a diventare leader del settore. Così Media For Health cambia con l’evoluzione del marketing e della comunicazione nel mondo della salute.

In un contesto in cui la digitalizzazione sta rivoluzionando il settore del Life Science, il marketing e la comunicazione sono due dei comparti che, nel mondo aziendale, stanno attraversando la più profonda trasformazione. Dare informazioni in maniera corretta, al target giusto al momento giusto? Con la tecnologia “non è più solo un obiettivo teorico, ma qualcosa di concreto”. Ne è convinto Mario Mauri, fondatore e Ceo di Media For Health, che è stata una delle prime agenzie in Italia a dedicarsi all’integrazione dei canali digitali nei processi di comunicazione e marketing nel mondo farmaceutico.

Oggi, dunque, è possibile quantificare in maniera precisa l’impatto che ha, ad esempio, un progetto di comunicazione, “cosa che dieci anni fa era più complicato fare”, spiega l’esperto di Media for Health. “Un conto è fare uno spot in tv dove l’informazione arriva (o non arriva) a tutti, un conto è riuscire a raggiungere chi sta facendo ricerche mirate su determinati temi con le informazioni che vogliamo trasferire -spiega Mauri -Oggi attraverso gli strumenti che ci offre la tecnologia siamo in grado di indirizzare un messaggio su un determinato argomento alle persone che sono realmente interessate all’argomento stesso, massimizzando anche l’efficacia dei budget di investimenti promozionali”, sottolinea.

Dopo un’esperienza quasi ventennale in una multinazionale che si occupava di sistemi per l’ottimizzazione delle reti di vendita delle aziende farmaceutiche, dove ha ricoperto anche il ruolo di presidente Europa, Mauri si rende conto che nel mercato c’è un gap da colmare e decide di inserirvisi con Media For Health. “Era il 2010, in quel momento storico da un lato c’erano le agenzie di comunicazione e marketing che conoscevano i processi aziendali, dall’altro le web agency. Queste due realtà non erano in grado di dialogare tra loro”, spiega. Di lì l’idea di dare una risposta a questa esigenza non soddisfatta. “Abbiamo messo insieme persone provenienti da quelle due esperienze, creando una competenza che non c’era sul mercato”.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di settembre.

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