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9 Aprile 2020

Coronavirus, farmaci a casa dei pazienti con emofilia

Attilia Burke

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Un servizio per ridurre gli accessi agli ospedali da parte dei pazienti con emofilia. Persone per le quali, l’emergenza Covid-19, costituisce un rischio ancora maggiore, di quanto già non lo sia per l’intera popolazione. Così BIOVIIIx ha deciso di dare il suo contributo nella guerra al coronavirus, creando le condizione per permettere a questi pazienti fragili di curarsi in sicurezza.

 

“Abbiamo finalizzato un contratto con un’azienda specializzata, che ritirerà i farmaci presso le diverse farmacie ospedaliere per consegnarli a casa dei pazienti con emofilia. Il servizio è attivo da questa mattina“, spiega a Fortune Italia Davide Rosiello, Ceo della giovane – ma già solida e in crescita – biotech italiana, che si sta facendo conoscere per il suo know how nel settore dell’emofilia.

 

È stato ribattezzato Hemozone il servizio di ‘Hemophilia home delivery’ dei fattori della coagulazione mirato a “garantire la continuità terapeutica di farmaci salvavita ai pazienti affetti da patologie rare del sangue, e al contempo ridurre al minimo il numero di accessi dei pazienti presso i presidi farmaceutici contribuendo a garantire un maggiore rispetto dei programmi di quarantena predisposti dalle istituzioni”.

 

L’attivazione del servizio è semplice: il paziente verrà contattato da un medico del proprio Centro Emofilia, dopodiché chi vorrà potrà rilasciare il proprio consenso e verrà contattato da una Società incaricata da BIOVIIIx per accordarsi su giorno e orario di consegna del farmaco, che verrà trasportato a temperatura controllata.

 

“Tagliare un ritorno economico sui margini dei farmaci per noi è un grosso sforzo perché non siamo produttori, siamo una concessionaria, dunque i nostri margini sono nettamente inferiori. Ma investire in un servizio che riteniamo assolutamente utile per noi era importante. Siamo tutti dei potenziali malati“, afferma Rosiello, sottolineando che il servizio di consegna dei farmaci a domicilio potrebbe diventare uno standard: “Se riusciamo a trovare un accordo con la società che si occupa del trasporto questo servizio lo porteremo avanti anche dopo che l’emergenza Covid-19 sarà superata”.

 

Un approccio che è proprio dell’azienda. “Da quando siamo nati ogni anno presento due bilanci: uno economico-finanziario, e l’altro sociale. In questo momento stiamo raccogliendo fondi per il Pascale di Napoli. Essendoci scarsi fondi per la ricerca cerchiamo di aiutare come possibile. È la nostra mentalità perché noi pratichiamo ricerca, abbiamo depositato quattro brevetti a livello mondiale“.

 

Nata nel gennaio 2013, oggi BIOVIIx è un’azienda di medie dimensioni con circa 30 dipendenti. “Sono tutti i smart-working, ad eccezione mia e di poche figure che, a rotazione, devono venire in azienda per garantire la continuità del lavoro. In questo momento dobbiamo preservare la salute e vincere questa battaglia. E i dipendenti sono tutti collegati con i centri dell’emofilia che ci sono sul territorio italiano, e con le associazioni pazienti per risolvere alcune delle loro necessità. Abbiamo avuto anche qualche emergenza: ad esempio, alcuni pazienti sono rimasti isolati perché si trovavano fuori dall’Italia quando c’è stato il lockdown”, spiega Rosiello raccontando che, prima di fondare la sua azienda, “per 30 anni ho lavorato come dipendente nel settore emofilia, per questo so cosa significa stare nella posizione dei miei dipendenti. Da noi, qualsiasi catastrofe dovesse arrivare, finché l’azienda avrà la forza non ci sarà nessuna cassa integrazione. Anzi ieri abbiamo anche fatto un colloquio online”.

 

Per internalizzare la ricerca, BIOVIIIx lo scorso anno ha acquisito dal Gruppo Biocare Multimedica un’azienda ad hoc. “Ora abbiamo laboratori attrezzati che lavorano su proteine sia della coagulazione che antitumorali. Insomma una bella espansione che cresce a livello finanziario a doppia cifra, 22 mln di euro di fatturato nel 2019. E nel 2020 ci aspettiamo di superare questo traguardo”, conclude Rosiello.

 

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