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15 Giugno 2020

Immuni è attiva in tutta Italia

Alessandro Pulcini

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Dopo la settimana di sperimentazione in quattro regioni, ovvero Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia, l’app Immuni da oggi è attiva in tutta Italia. Ora, l’unico limite all’app per il tracciamento dei contagi scelta dal Governo italiano è la sua compatibilità con alcuni dispositivi: ci sono ancora problemi con i cellulari più recenti di Huawei, non compatibili con i servizi Google. Bending Spoons, l’azienda che ha creato l’app, dice di essere al lavoro per risolvere questo problema. E massimizzare, di conseguenza, la portata di utenti dell’app.

 

Il numero di utenti dell’applicazione è infatti molto importante per un efficace impatto nel tracciamento di contagi da Covid-19. “Più utenti la scaricheranno e più saremo protetti”, ha detto il ministro per l’Innovazione Paola Pisano in un’intervista a la Stampa. Il ministro ha ribadito che l’app Immuni, “è attiva su tutto il territorio nazionale e da oggi entra in raccordo con i sistemi sanitari delle 20 regioni e non solo delle quattro nelle quali era già in funzione”. “I suggerimenti delle Regioni hanno contribuito a migliorarla”, ha detto Pisano. “E abbiamo fatto riunioni politiche e tecniche per capire come integrare l’app con la loro gestione dell’emergenza. Immuni è più veloce dei sistemi di ‘tracciamento manuale’ usati fino a oggi. Li integrerà”. Anche il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha commentato il tema delle sperimentazioni fatte dalle singole regioni prima dell’arrivo di un sistema di tracciamento nazionale: “Sono
confidente e convinto che alla fine tutti convergeranno sulla app nazionale per la semplice ragione che su di essa convergono tutti i cittadini. Un sistema di contact tracing o è nazionale o è limitato nelle sue funzionalità”. 

 

Attualmente, secondo il ministro Pisano, “per Immuni ci sono stati due milioni e mezzo di download ed è partita in questi giorni una campagna informativa che ne aiuterà la diffusione. Non abbiamo fissato una soglia per decretarne il successo o l’insuccesso”. Una soglia in realtà è già molto conosciuta: molti hanno affermato che sia necessario un utilizzo tra il 60 e l’80 percento della popolazione perché il tracciamento dei contagi sia veramente efficace. Ma come hanno dimostrato i casi di contatto rintracciati dall’app in Liguria, non va sottovalutata neanche l’utilità dell’applicazione nel caso quella soglia non venga raggiunta. “Tre soggetti risultati positivi al tampone e che avevano scaricato la app Immuni sono stati forniti dalla nostra Asl del codice numerico per inserire l’allarme all’interno della app e, coloro che l’hanno attivata, ovviamente ne saranno avvisati. Credo sia uno strumento in più, utile a tracciare il contagio e tenerlo sotto controllo”, ha detto il presidente della
Regione Liguria Giovanni Toti.

 

Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e rappresentante italiano al Consiglio dell’Oms, bisogna tenersi pronti a migliai di focolai, in autunno, e “non basterà il tracciamento manuale realizzato fino a oggi. Sarà decisiva la tecnologia, come l’app Immuni che però funzionerà appieno solo se la scaricherà il 60-70 per cento dei cittadini”, ha affermato in un’intervista al Messaggero. Commentando i focolai di coronavirus di questi giorni, Ricciardi dice che “è decisiva la capacità di fare diagnosi tempestivamente, e la risposta assistenziale sul territorio. Finora le Regioni stanno rispondendo bene nel contenere i nuovi cluster. Ma è chiaro che in
questo momento, dato il numero limitato di focolai, è possibile reagire più facilmente. Se si arriva a una situazione di migliaia di cluster è necessario essere aiutati dal tracciamento tecnologico. Dobbiamo prepararci alla possibilità che ad autunno i numeri si alzino e dobbiamo farci trovare pronti”.

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