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Vaccini Covid prima agli anziani per salvare più vite

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Vaccini anti-Covid prima agli over 60, per salvare il numero maggiore di vite in questa pandemia. A ribadire la correttezza di questa strategia è uno studio su ‘Science’. Un lavoro che arriva nei giorni della doccia fredda per gli over 80 italiani, costretti a pazientare a causa dei ritardi dei vaccini Pfizer-BioNTech. Vaccinare prima gli anziani salverà più vite negli Stati Uniti rispetto ad altri gruppi di età. Inoltre più lento è il cammino dei vaccini, più importante è portare gli over 60 in prima linea, assicurano gli autori.

 

I ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder hanno utilizzato modelli matematici per fare proiezioni sugli effetti delle diverse strategie di immunizzazione contro Covid. Lo studio ha già influenzato le raccomandazioni dei Centers for Disease Control (Cdc) Usa e dell’Organizzazione mondiale della sanità, che spingono proprio sul dare priorità agli anziani dopo gli operatori sanitari.

 

Ora, mentre si fanno i conti con la carenza di dosi disponibili, e si aspetta l’ok per il siero di AstraZeneca, i ricercatori invitano a guardare i numeri. Dare priorità agli over 60 potrebbe salvare 65 mila vite solo in Usa in 3 mesi, riducendo la mortalità del 23%.

 

“Il buonsenso suggerirebbe di proteggere prima le persone anziane e più vulnerabili. Ma anche i lavoratori essenziali in prima linea (come commessi dei supermercati e insegnanti) che sono a maggior rischio di esposizione al coronavirus”, riflette Daniel Larremore, biologo computazionale del Dipartimento di Informatica dell’ateneo. “Quando il buon senso porta in due direzioni diverse, la matematica può aiutare a decidere”.

 

Il team ha collaborato con i colleghi dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health e dell’Università di Chicago. I ricercatori, a partire dai dati sulla circolazione del virus e sull’efficacia stimata dei vaccini, hanno cercato di capire ciò che sarebbe accaduto in cinque diversi scenari. Ovvero vaccinare prima bambini e adolescenti; adulti dai 20 ai 49 anni; adulti over 20 anni; adulti over 60 (considerando che circa il 30% potrebbe rifiutare l’immunizzazione). Nel quinto scenario, chiunque voleva veniva immunizzato fino a esaurimento scorte.

 

Nel documento sono inclusi i risultati su Stati Uniti, Belgio, Brasile, Cina, India, Polonia, Sud Africa, Spagna e Zimbabwe. Diverse strategie hanno funzionato meglio o peggio, a seconda delle circostanze e delle caratteristiche dei Paesi. Ma nella maggior parte degli scenari dare la priorità agli adulti con più di 60 anni ha salvato più vite.

 

Solo negli scenari in cui il virus è sotto controllo e il vaccino blocca bene l’infezione e la trasmissione, ha senso portare i giovani adulti in prima linea. Ma che fare se i vaccini scarseggiano? Il documento suggerisce che, in situazioni in cui Covid ha già infettato vaste aree della popolazione e le dosi sono poche, potrebbe avere senso chiedere ai giovani adulti già positivi al test di fare un passo indietro. E dare quindi priorità a quanti non hanno contratto la malattia.

TTG
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