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Vaccini, intelligenza artificiale indica priorità

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software per priorità vaccini

Governare l’accesso ai vaccini anti-Covid potrebbe diventate complesso. Lo sanno bene i medici di famiglia, stretti tra le (prevedibili) pressioni di chi vuole essere immunizzato e la consapevolezza che la vulnerabilità non è solo legata all’età. La soluzione questa volta arriva dall’intelligenza artificiale: un algoritmo in grado di elaborare le banche dati a disposizione dei medici di medicina generale (e non solo) e definire quali sono i pazienti da vaccinare prioritariamente perché legati ad una prognosi a rischio nel caso di infezione da Sars-CoV-2. Il software, ormai pronto ad essere testato, è stato messo in piedi da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), grazie alle competenze di Net Medica Italia, con il coinvolgimento di CittadinanzAttiva, grazie al segretario generale Antonio Gaudioso, del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università Politecnica delle Marche e un panel di esperti.

Del gruppo fanno parte Paolo Bonanni (ordinario di Igiene all’Università di Firenze), Pier Luigi Lopalco (ordinario di Igiene all’Università di Pisa), Walter Ricciardi (consulente del ministero della Salute e docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore), Tommasa Maio (responsabile Area Vaccini Fimmg), Emanuele Frontoni (docente di Computer Vision e Deep Learning all’università Politecnica delle Marche), Paolo Misericordia (responsabile centro studi Fimmg) e Nicola Calabrese (vice segretario nazionale Fimmg e presidente di Net Medica Italia).

A rendere il software pienamente compatibile con un impiego immediato su scala nazionale è la sua stessa struttura, sulla quale si innesta l’algoritmo di stratificazione dei pazienti. Una struttura che è stata creata seguendo le direttive fornite da ministero della Salute, presidenza del Consiglio, Istituto Superiore di Sanità, Agenas e Agenzia Italiana del Farmaco con l’obiettivo di individuare l’ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni).

Sebbene l’età sia il primo fattore di rischio in caso di infezione da Sars-CoV-2, la sussistenza di altre patologie non può non essere presa in considerazione nel procedere alle vaccinazioni. “Ma un 58enne diabetico è più a rischio rispetto a un 60enne senza patologie pregresse. Ecco perché penso sia stato un errore individuare solo l’età come elemento per definire la vulnerabilità e la priorità di accesso ai vaccini”, spiega Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg. Ebbene, il software riesce a stabilire l’ordine di priorità dando rilievo a considerazioni di carattere sanitario, guardando al maggior rischio di letalità correlato al Covid-19. I parametri presi in considerazione, sulla base delle analisi condotte dagli studi scientifici a disposizione, sono l’età e la presenza di condizioni patologiche che rappresentano le variabili principali di correlazione con la mortalità per Covid-19.

Come prescritto dal ministero della Salute, sulla base delle conoscenze attualmente disponibili, il software guarda a specifiche indicazioni di priorità determinate per aree di patologia. In particolare: malattie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica), diabete o altre endocrinopatie severe, fibrosi cistica, Hiv e insufficienza renale o altra patologia renale.

“I medici di medicina generale – commenta Scotti, segretario generale Fimmg- sono pronti a dare una spinta e un’accelerazione determinate alle vaccinazioni. Ancor più alla luce delle opportunità offerte da questo strumento, bisogna definire le modalità con le quali partecipare all’organizzazione e alla realizzazione della seconda fase” di somministrazione dei vaccini.

Il software si propone come un modello gratuito per i medici e per le istituzioni, capace di funzionare con tutte le piattaforme aziendali e regionali. Sotto il profilo tecnico si parte dalle informazioni già contenute sui database dei medici di medicina generale e grazie all’algoritmo si individuano i soggetti che hanno la priorità vaccinale. La piattaforma permette anche di prenotare la vaccinazione sia presso un punto vaccinale, sia presso lo studio del medico. Aspetto, quest’ultimo, legato anche e soprattutto al tipo di vaccino che verrà reso disponibile e dalle sue modalità di conservazione. La piattaforma invia infine conferma al cittadino che potrà vaccinarsi.

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