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Colite ulcerosa, nuovi dati su terapia orale

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colite

Nuovi dati a supporto del rapido miglioramento dei sintomi e del mantenimento della remissione libera da steroidi grazie ad una nuova terapia orale nei pazienti con colite ulcerosa. Un farmaco già approvato e commercializzato per il trattamento di adulti affetti da artrite reumatoide.

Galapagos ha infatti annunciato nuove analisi post-hoc di un programma clinico di fase III, che supportano l’attività e la tollerabilità di filgotinib, un inibitore preferenziale di JAK1 con somministrazione orale una volta al giorno, attualmente in studio per il trattamento di pazienti con colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva.

Questi dati sono stati presentati al 16° congresso annuale della European Crohn’s and Colitis Organization (Ecco).

L’analisi ha mostrato miglioramenti significativi nei risultati riferiti dai pazienti relativi alla frequenza di evacuazione e del sanguinamento rettale, osservati rispetto al placebo, già nella prima settimana di terapia nei pazienti con colite ulcerosa che ricevevano 200 mg di filgotinib al giorno. Questi risultati sono stati osservati sia nei pazienti naïve ai farmaci biologici sia in quelli già trattati.

Un’ulteriore analisi post-hoc hanno indicato che filgotinib 200 mg ha ridotto ed eliminato l’uso di corticosteroidi rispetto al placebo alla settimana 58 nei pazienti con colite ulcerosa.

Un’ulteriore analisi relativa alla sicurezza ha mostrato che filgotinib era stato ben tollerato nei pazienti con colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva.

“Ascoltando le esigenze dei pazienti e degli operatori sanitari che se ne prendono cura – commenta Walid Abi-Saab, Chief Medical Officer presso Galapagos – comprendiamo l’importanza di identificare trattamenti che affrontino sia i segni clinici che i sintomi riportati dai pazienti. Questi nuovi dati suggeriscono che i pazienti con colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva che hanno assunto filgotinib 200 mg abbiano sperimentato risposta rapida, remissione prolungata libera da steroidi e tollerabilità a lungo termine rispetto a quelli che ricevevano placebo”.