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Covid, vaccini e percentuali. I dati su ricoveri e morti

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Covid vaccini

‘Tanto questi vaccini anti-Covid proteggono pochissimo. Alla fine, lo sai vero che il dato è…’, e partono percentuali a caso. A quanti di noi è capitato sentire amici, conoscenti o parenti tirare fuori questo argomento? A quanti sono arrivati post e filmati di questo tenore nelle chat, condite dalle immagini delle proteste no vax dei giorni scorsi?

Fra i comuni denominatori c’è l’indeterminatezza del dato e della fonte.

La percentuale di protezione attribuita ai vaccini (contro il contagio, i ricoveri, la morte?) in questi casi è sempre al di sotto del 50%, in genere intorno al 30%. Ma protezione da cosa? E di quali vaccini stiamo parlando? ‘Un conto sono gli studi, altra è la realtà. I dati reali sono diversi e non ce li dicono’.

Tanto per dare un contributo al dibattito, prendiamo il mano il report sull’epidemia da Covid-19 in Italia pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) il 23 luglio: 36 pagine ricche di grafici e dati, che fotografano la situazione del 5-18 luglio, con il coronavirus che è tornato a correre.

Ebbene, “la maggior parte dei casi segnalati in Italia sono stati identificati negli ultimi 14 giorni in soggetti non vaccinati. Si stima un forte effetto di riduzione del rischio di infezione di Sars-Cov-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto ai non vaccinati“, si legge nel report.

Ma quanto forte? Per l’Iss i dati sono “88% per la diagnosi, 95% per l’ospedalizzazione, 97% per i ricoveri in terapia intensiva e 96% per i decessi”.

E già qui potremmo fermarci. Ma il report è disseminato di dati interessanti, per complottisti e non, così ne aggiungeremo qualcuno. “Il 61,3% dei casi segnalati al sistema di sorveglianza nelle ultime due settimane ha una età compresa tra 20 e 59 anni. L’9,2% dei casi ha un’età superiore a 60 anni e il 29,5% dei casi ha meno di 19 anni (età mediana 26 anni, range 0-101 aa)”. Insomma, via via che aumentano i vaccinati nelle classi d’età più anziane, l’età dei contagiati da Covid-19 si riduce.

Ma anche qui, di che parliamo? “L’età mediana dei casi confermati di infezione da Sars-CoV-2 segnalati dall’inizio dell’epidemia è pari a 46 anni (range 0-109 anni)”.

A partire dalla fine di aprile 2020 si osserva un chiaro trend in diminuzione con l’età mediana dei casi Covid che passa da oltre 60 anni nei primi due mesi dell’epidemia a circa 30 anni nella settimana centrale di agosto, per poi risalire fino a 49 anni nel mese di novembre e scendere a 26 anni nell’ultima settimana, raggiungendo il picco più basso da inizio pandemia. Dunque adesso l’età media dei contagiati è 26 anni.

Ma alla fin fine ‘i vaccinati contagiano, dunque non vedo perché mi obblighino ad avere il green pass’. Ebbene, leggendo il report Iss scopriamo come in realtà “la percentuale dei casi tra i vaccinati sia largamente inferiore alla percentuale dei casi tra i non vaccinati”.

Sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda, ma è bene essere chiari. “Se i vaccini non fossero efficaci nel ridurre il rischio di infezione, non si osserverebbero differenze nel numero di casi tra vaccinati e non vaccinati. Le differenze osservate mostrano che i vaccini sono efficaci nel ridurre il rischio di infezione, di ospedalizzazione, di ricovero in terapia intensiva e di decesso”, ribadiscono gli esperti dell’Iss.

Ma c’è di più. Le differenze “sono ancora più evidenti quando i dati vengono stratificati per fascia di età. Al 3 luglio, nella fascia d’età 80+ anni, l’85% della popolazione risulta essere vaccinata con ciclo completo. Negli ultimi 30 giorni, il 33% delle diagnosi di Sars-Cov-2, il 46% delle ospedalizzazioni, il 71% dei ricoveri in terapia intensiva e il 69% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino”.

Infine il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni nei non vaccinati è circa dieci volte più alto rispetto a quello dei vaccinati con ciclo completo (28 vs 3 per 100.000 abitanti).

Questi sono numeri. Se cambieranno nei prossimi report, saremo lieti di darne conto. Ma al momento i dati sono questi, e sono chiari. Come è chiaro che il virus non è morto (purtroppo), e riunirsi in piazza senza mascherine e distanze in questa fase non fa altro che alimentarne la corsa.

TTG
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